Dal Molise vino bio tutto 'rosa'

Con aiuto mamma, nonna e Pac Ue sta convertendo i suoi vigneti

(ANSA) - BRUXELLES, 14 NOV - Dal rosso del vino prodotto al rosa di una gestione tutta al femminile. Questa la storia di Maria Concetta Raimondo, titolare di un'azienda agricola a Larino, in provincia di Campobasso, raccolta dall'Ansa e raccontata anche in un video  dalla stessa protagonista nell'ambito del progetto AgriUe. Per lei, proveniente da una famiglia di agricoltori, la vita nei campi è stato uno sbocco naturale. "Oggi la mia azienda è gestita totalmente al femminile", spiega Raimondo, che nella sua attività è affiancata dalla mamma e dalla nonna, "che a 84 anni gira ancora nei campi col trattore". Dopo la prima laurea in Scienza e tecnologie agrarie, per l'imprenditrice è arrivata la seconda in viticoltura ed enologia, che oggi le consente di lavorare anche come consulente enologa. "I vini che produciamo sono prevalentemente montepulciano e falanghina, due vitigni del territorio", ma avendo in testa la costruzione di "una piccola cantina in azienda, abbiamo deciso di convertirci al biologico, con un occhio anche alle richieste di mercato", continua l'enologa di Larino. "Il contributo della Pac (la Politica agricola comune europea) alla conversione al bio è di fondamentale importanza perché rappresenta un aiuto alla sostenibilità della mia impresa", sottolinea Raimondo, che lamenta però anche un ritardo nei pagamenti da parte dell'Ue. "Probabilmente andrebbe rivista a livello comunitario la tempistica per l'erogazione del contributo all'imprenditore", suggerisce l'enologa.
   

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