Giornata Emigrazione: Battista, giovani nuova frontiera

(ANSA) - CAMPOBASSO, 6 DIC - "I ragazzi che oggi sono qui sono la nuova frontiera di un fenomeno che fino a qualche decennio fa si considerava scomparso ma su cui oggi, soprattutto per colpa della crisi, sono stati riaccesi i riflettori: sul fenomeno in quanto tale, ma anche sugli effetti che produce e che ci toccano da vicino. La mancanza di lavoro e di prospettive spinge le nuove generazioni, soprattutto neo laureati, ma anche chi non possiede titoli accademici, a lasciare la nostra terra in cerca di stabilità, di lavoro, di quelle prospettive necessarie per crearsi una famiglia, una vita, un futuro, che dia loro la dignità necessaria per l'indipendenza". Lo ha detto il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, nel corso del suo intervento alla 3/a edizione della Giornata dell'Emigrazione Molisana nel Mondo.
    "Il nostro Molise, come gran parte del resto d'Italia - ha spiegato Battista - continua ad esportare grandi capacità e raffinate intelligenze. Esportazione che impoverisce il tessuto locale e queste nostre aree che faranno ancora più fatica ad uscire dal decennale tunnel della recessione. La ricetta per scongiurare l'esodo esiste: provare ad investire nelle aree d'origine le proprie risorse per creare nuovo lavoro, per dare una prospettiva di crescita certa alla regione. Missione tutt'altro che facile perché oggi, e lo dico come sindaco del comune capoluogo e presidente della Provincia di Campobasso, nemmeno le istituzioni riescono a dare delle risposte concrete e capaci di spingere i ragazzi a restare, a costruire su quella terra che i loro stessi nonni hanno dovuto abbandonare per andare a cercare lavoro altrove".
    Secondo Di Battista "la generazione nata con la morte della guerra fredda paga lo scotto di tanti percorsi sbagliati, ma dall'altro gode di un'elasticità mentale che riesce a trasformare un periodo di crisi in una possibilità, in una chance, per maturare, per crescere in un mondo che si muove veloce dove la stabilità è diventata quasi un tabù a favore di una flessibilità che rende più liberi e più agili. E allora anche l'emigrazione diventa un'occasione. Una preziosa occasione per guardare in faccia a nuove realtà per imparare e conoscere nuove realtà e per riportare in Italia un bagaglio di esperienza utile a cambiare questo Paese, in cui tutti crediamo ma in cui tutti possiamo fare ancora di più". (ANSA).
   

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