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False vendite di yacht e bancarotta, chiesto giudizio

Hanno 'venduto' du maxiyacht per svariati milioni di euro

28 ottobre, 11:48
(ANSA) - GENOVA, 28 GIU - La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per due imprenditori, padre e figlio, operanti nel settore del commercio di imbarcazioni di lusso con uffici nel porto di Lavagna (Genova). L'accusa è di bancarotta fraudolenta e truffa. Le indagini della Gdf di Chiavari sono partite dopo la denuncia di due clienti truffati per l'acquisto di due yacht. Nel primo caso, uno dei due imprenditori indagati era riuscito a ottenere dal cliente 562 mila euro e un'imbarcazione in permuta del valore di 600 mila euro per l'acquisto dello yacht Azimut Fly 53 che però non è mai stato consegnato perché l'ordine alla casa produttrice non è mai partito: quando l'acquirente ha effettuato il pagamento per l'acquisto dello yacht la società venditrice era già stata posta in liquidazione. Nel secondo caso, invece, dopo aver incassato due bonifici del valore di oltre un milione di euro, l'imprenditore indagato aveva venduto al cliente uno yacht di proprietà di una società di leasing nei confronti della quale risultava moroso. Le indagini hanno consentito di appurare che le somme incassate dalla società del padre, in fallimento, sono state dolosamente trasferite a quella del figlio. Nell'ambito dei successivi accertamenti fiscali, sono stati constatati complessivamente circa 10 milioni di euro di redditi non dichiarati. Inoltre, sono emerse ulteriori responsabilità penali per omessi versamenti Iva per oltre 400 mila euro. (ANSA).

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