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Maro': min esteri indiano evoca attenuante 'buona fede'

E esclude pena morte. processo rapido. Letta-Bonino fiduciosi

29 aprile, 20:09
Maro': min esteri indiano evoca attenuante 'buona fede' Maro': min esteri indiano evoca attenuante 'buona fede'

 (di Claudio Salvalaggio) (ANSA) - Mosca, 29 APR - Prospettando le attenuanti della buona fede e un processo di breve durata, per la prima volta il governo indiano apre uno spiraglio di ottimismo sulla sorte dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone detenuti da 14 mesi in India con l'accusa di avere ucciso due pescatori al largo delle coste del Kerala, durante un pattugliamento anti-pirateria. E lo fa con l'autorevole voce del ministro degli esteri Salman Khurshid, che oggi, nel bel mezzo di una visita ufficiale a Mosca, ha convocato in fretta e furia le agenzie italiane accreditate nella capitale russa per una inattesa apertura di credito al governo Letta e alla collega Emma Bonino nel giorno della fiducia in parlamento. Una iniziativa diplomatica considerata "irrituale" ma "incoraggiante" dagli addetti ai lavori, dopo le polemiche e le dimissioni dell'ex titolare della Farnesina Giulio Terzi per la decisione di far rientrare i marò dal permesso elettorale in Italia. I segnali di New Delhi sono stati raccolti al volo: "lavoreremo per trovare una soluzione equa e rapida per i fucilieri italiani che consenta loro di ritornare presto", ha detto il premier Enrico Letta nel suo discorso alla Camera. Gli ha fatto eco Emma Bonino: "l'India è un grande paese, uno stato di diritto: dobbiamo ascoltarci reciprocamente. Penso che avremo una soluzione, come è giusto che sia", ha risposto ai cronisti, spiegando che "slabbrature ci sono state da molte parti" e dicendosi "fiduciosa" in "un nuovo inizio nel rispetto reciproco dei ruoli". Il capo della diplomazia indiana ha voluto fare piazza pulita della "confusione" e dei "dubbi" intorno al caso, alimentati a suo avviso dalla stampa indiana e italiana (ma anche da quella russa, con Izvestia che oggi titola "L'India può giustiziare i marines italiani"). Innanzitutto ha voluto ribadire che i due fucilieri italiani non rischiano la pena di morte. E ha chiarito che l'agenzia nazionale investigativa (Nia), scelta dal governo per indagare sulla vicenda, "non agirà in base al Nia act (che prevede la pena di morte per episodi di terrorismo, ndr) ma in base al provvedimento della Corte Suprema", la quale "ha ordinato all'esecutivo di creare un tribunale speciale ad hoc", che poi "deciderà se ha competenza sul caso o se trasmetterlo ad un altro tribunale". Parlando con cordialità in una saletta del centralissimo hotel Ritz-Carlton, Khurshid ha assicurato che "la nostra posizione resta la stessa e non sarà cambiata dalla Corte Suprema". "Negli ultimi dieci anni ci sono state solo 2-3 esecuzioni, in gran parte per terrorismo o per fatti criminali gravissimi con l'uccisione di molte persone", ha aggiunto il ministro, lasciando intendere che non è il caso dei due marò, "che non hanno ucciso molte persone". Il ministro degli esteri indiano ha inoltre definito "un bene per i marò e per l'Italia" il trasferimento della competenza giudiziaria dal Kerala a New Delhi per sottrarre il processo a "pressioni ed emozioni locali". Ma l'apparente svolta è quando Khursid ricorda che nella legge indiana esiste "un articolo molto cruciale, quella della buona fede". "Se uno agisce in buona fede, non c'é colpevolezza penale", ha sottolineato, ipotizzando l'esclusione del dolo. Segnali positivi anche sulla durata del processo: "le mie stime sono due-tre mesi circa", ha detto rispondendo ad una domanda dell'ANSA e ricordando che il tribunale speciale ad hoc "lavorerà ogni giorno e solo su questo caso". "La corte deciderà velocemente. L'unico ritardo, ma non grande, può derivare da testimoni italiani che non sono in India e che devono venire a deporre", ha aggiunto riferendosi ai tempi di notifica. Molto dipende anche, ha proseguito, dalla tempestività degli avvocati nel presentare i testi. "Non ho visto direttamente le prove ma dall'impressione generale credo che non sarà difficile per la corte decidere. I fatti sono molto chiari, richiedono solo una presentazione formale", ha osservato. "Sfortunatamente il fatto resta, non possiamo cancellarlo, ma sarà la corte a decidere se è stato un incidente o meno", ha aggiunto. Poi il viatico indiano al nuovo esecutivo di Enrico Letta: "spero che il nuovo governo abbia successo e credo che lo avrà. Avete un premier di centro sinistra, molte donne, gente giovane, è un tentativo di mettere insieme con successo una buona gestione dei problemi aperti del vostro paese", ha osservato Khursid replicando ad un'altra domanda dell'ANSA. Un endorsement suggellato dall'auspicio che la sua collega Bonino "venga informata a breve adeguatamente" sul caso dei marò e che "possa metterlo nella giusta prospettiva per andare avanti", considerando fugati i dubbi sull'eventualità di una pena di morte. (ANSA).

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