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Maro': 'il caso dall'antiterrorismo alla polizia'

Per escludere rischi di pena di morte. Monti, Italia apprezzata

11 aprile, 21:15
Maro': 'il caso dall'antiterrorismo alla polizia' Maro': 'il caso dall'antiterrorismo alla polizia'

 (di Maurizio Salvi) (ANSA) - NEW DELHI, 11 APR - L'inchiesta sui marò starebbe per passare dalle mani della polizia antiterrorismo (Nia) a quella della polizia criminale (Cbi), organismo equivalente alla Fbi americana: sarebbe questa la mossa che l'India ha in serbo per superare un ostacolo quasi insormontabile nella ricerca di una soluzione equa della crisi, che escluda una volta per tutte il rischio della pena di morte per i due militari italiani. La notizia è stata diffusa oggi dalla tv Cnn-Ibn che ha indicato all'ANSA di averla ottenuta da "un responsabile di altissimo livello della stessa Cbi", sottolineando che, separatamente, "questa via d'uscita è stata ipotizzata anche da autorevoli fonti del ministero dell'Interno indiano". L'emittente ha ricordato che la Nia, per poter intervenire nei confronti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, aveva fatto ricorso, oltre che alla sezione 302 del Codice penale (omicidio), alla pesante sezione 3 della Legge indiana sugli atti illegali contro la sicurezza della navigazione marittima (SUA), che prevede in modo stringente l'uso della pena di morte. Questo aveva creato grande preoccupazione nelle autorità italiane, così come manifestato dal presidente del consiglio (e ministro degli Esteri ad interim) Mario Monti in colloqui telefonici sia con il premier Manmohan Singh sia con il responsabile della diplomazia indiana, Salman Khurshid. La notizia sul passaggio dello scottante dossier alla Cbi non é confermata ufficialmente. Il viceministro degli Esteri Staffan de Mistura - che è stato a New Delhi con i marò fino a domenica scorsa - ha detto all'ANSA che "siamo di fronte a speculazioni giornalistiche". "Se fossero confermate da fonti ufficiali - ha aggiunto il diplomatico che ha seguito il complicato caso fin dall'inizio - non esiterei a definirlo un passo nella giusta direzione". Da Londra, dove ha partecipato oggi al G8 dei ministri degli Esteri, Monti ha fatto riferimento alla questione in termini generali, rilevando che "l'India ha apprezzato come atto di coerenza da parte italiana il ritorno dei due marò, dopo che il governo italiano aveva ottenuto certe rassicurazioni" legate appunto alla non applicabilità della pena di morte. Un elemento chiaro di malessere per il perdurare di questa situazione è stato espresso oggi dal Consiglio centrale di rappresentanza (Cocer) della Marina. In un comunicato, si dichiara di ritenere "ineludibile un autorevole intervento del Governo" per "lenire il disorientamento e la crescente preoccupazione che i fatti stanno suscitando fra il personale militare". Il ministro dell'Interno indiano Sushilkumar Shinde sia il suo vice R.K. Singh sono attualmente in visita ufficiale in Russia. Bisognerà attendere quindi il loro ritorno prima di avere una conferma sulla strada scelta dall'India per entrare nel merito dell'incidente che il 15 febbraio 2012 causò la morte di due pescatori indiani in acque contigue al largo del Kerala. Il tempo per mettere a punto la strategia non è però molto: martedì il presidente della Corte Suprema, Altamas Kabir aspetta al varco il procuratore generale Goolam Essaji Vahanvati che dovrà illustrare la strada scelta per svolgere da capo l'inchiesta - a quanto pare con la Cbi - e precisare quale tribunale speciale sarà costituito per il processo

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