Maro': revocate limitazioni ad ambasciatore, udienza 16 aprile
No all'antiterrorismo per nuove indagini
02 aprile, 19:51(ANSA) - NEW DELHI, 2 APR - Le nuove indagini previste sull'incidente in cui sono coinvolti i marò accusati della morte di due pescatori non saranno svolte dalla Agenzia nazionale di investigazione (Nia), la polizia antiterrorismo creata in India appena quattro anni fa all'indomani del cruento attentato che a Mumbai causò oltre 170 morti. L'ipotesi - che era stata avanzata dai media di New Delhi alla vigilia dell'udienza della Corte Suprema, sulla base di non meglio precisate "fonti del ministero dell'Interno" - si è sciolta oggi come neve al sole ed il Procuratore generale della Repubblica indiano, Goolam Essaji Vahanvati, non ne ha fatto cenno davanti al presidente del tribunale, Altamas Kabir. E' toccato allora a Mukul Rohatgi, difensore di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, manifestare preoccupazione per questa possibilità, chiarendo che tale organismo non potrebbe occuparsi di discutere delle questioni giurisdizionali lasciate aperte dalla sentenza della Corte Suprema del 18 gennaio 2012 in cui si annullava l'operato dello Stato del Kerala proprio per difetto di giurisdizione. Nel pomeriggio, comunque, giungeva anche una comunicazione all'ANSA dal portavoce del ministero degli Esteri indiano, Syed Akbaruddin, il quale precisava che "non c'é alcuna conferma ufficiale sul fatto che alla Nia sia stato chiesto di indagare sull'uccisione dei due pescatori keralesi". Se la Corte Suprema indiana avesse accettato di affidare le nuove indagini agli 007 anti-terrorismo, la situazione giuridica dei marò sarebbe diventata molto complessa. E, ha scritto stamane la stampa indiana, non si sarebbe potuta escludere neppure la richiesta di applicazione della pena di morte. Peraltro non era questo il tema centrale della seduta odierna, che doveva invece servire al giudice Kabir per prendere atto dell'avvenuto ritorno dei due fucilieri del San Marco e quindi della necessità di revocare la proibizione per l'ambasciatore Daniele Mancini di lasciare l'India. Informato del ripristino della sua totale libertà, Mancini ha mostrato "soddisfazione" sottolineando che "é il momento di guardare avanti per approfondire il dialogo fra i governi nella certezza che i lavori della corte speciale per i marò possano cominciare presto con la modalità del 'fast track'", ovvero con un processo rapido. E proprio i ritardi da parte del governo indiano nel creare il tribunale speciale richiesto tre mesi fa dalla Corte Suprema hanno irritato il presidente Kabir, il quale ha ascoltato il procuratore Vahanvati dichiarare solo che sono stati fatti non meglio precisati "passi" in quel senso. A questo punto il magistrato ha esclamato: "Ma che succede con questa Corte speciale? Perché la questione sta subendo ritardi? Ho firmato una ordinanza chiedendo al governo di agire speditamente. Si deve tenere presente che loro (i marò, ndr) sono stranieri e non possiamo trattenerli qui senza una logica". Quindi ha chiuso la discussione e fissato una nuova udienza per il 16 aprile, data in cui il governo dovrà presentare il risultato concreto del suo lavoro. Per la verità giorni fa vi era stato l'annuncio che l'Alta Corte di Delhi, su istruzione del governo, aveva designato un giudice monocratico per presiedere un tribunale ad hoc, senza però che l'annuncio fosse seguito da attesi sviluppi giuridici. Commentando l'andamento della giornata Carlo Sica, l'avvocato dello Stato che con il collega Giacomo Aiello assiste il team legale indiano che difende i marò, ha detto all'ANSA che "é necessario un processo rapido ed equo" tenendo presente che "i marò sono bloccati in India solo da una denuncia del proprietario del peschereccio" St.Antony, Freddy Louis. Questo perché la Corte Suprema il 18 gennaio ha invalidato quanto fatto per un intero anno da polizia e magistratura dello Stato del Kerala per mancanza di giurisdizione. Intanto, in Italia, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha convocato per domani sera una manifestazione bipartisan al Colosseo in solidarietà ai due fucilieri italiani. "Tutti vi partecipino", è l'appello del fondatore di Fratelli d'Italia Ignazio La Russa, che esorta "le forze politiche e soprattutto le espressioni dei poteri economici finora assai poco interessati alla dignità nazionale offesa da questa vicenda".(ANSA).










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