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Piano,il mio viadotto come una nave,durerà mille anni

Castellucci rompe modellino. Architetto ride: 'porta fortuna'

08 settembre, 12:02
Crollo ponte: Piano, durer mille anni e sar d'acciaio Crollo ponte: Piano, durer mille anni e sar d'acciaio

Dovrà essere d'acciaio, dovrà durare mille anni, dovrà avere "un piccolo passo", essere bellissimo ma pudico, maestoso ma sobrio. Dovrà essere come una nave, e come Genova. Quando Renzo Piano parla del ponte che ha pensato per la sua città, ferita a morte dal crollo del viadotto Morandi, cambia l'aria nell'Auditorium della Regione Liguria dove, tra modellini in plastica e planimetrie, si sono ritrovati il governatore e commissario per l'emergenza Giovanni Toti, il sindaco di Genova Marco Bucci, l'ad di Fincantieri Giuseppe Bono e l'ad di Aspi Giovanni Castellucci che ha ricevuto in mattinata l'avviso di garanzia nell'ambito delle indagini sul crollo. Piano parla del suo ponte, che ancora "non ho battezzato - ha detto l'architetto e senatore a vita - ma che sarà comunque 'Il' ponte per la sua valenza storica" e parla di una metafora, di un'idea politica nella più alta accezione possibile. Dunque il ponte di Renzo Piano sarà un'opera d'arte: piloni a passo breve, cioè a 50 metri l'uno dall'altro, 22 campate, 43 lanterne - una per ogni vittima del 'Morandi' - e 18 pilastri che assomiglieranno alle chiglie delle navi. Piano e Bono dicono di non essersi parlati eppure guardando la linea della sezione del ponte di Piano sembra di vedere una delle grandi navi-capolavoro che nascono dalle mani degli operai di Fincantieri o lo scafo di una barca a vela che dondola alle onde in porto. Già il fatto che quel ponte sarà d'acciaio e che, come ha detto Piano a le Monde, "dovrà cantare" come cantano gli stralli d'acciaio delle barche a vela di sera quando il vento le fa dondolare, già questo fa pensare che, come minimo, tra Piano e Bono, da quel 14 agosto ci sia stata comunione d'intenti. Il ponte di Piano avrà la sua anima, dunque: fatta di luce assorbita e restituita e avrà un'anima forte come quella di Genova e dei genovesi, orgogliosa, resistente. Ma soprattutto sarà il simbolo di un dolore metabolizzato e impossibile da dimenticare. Sarà un ponte 'semplice' e quindi elegante, bellissimo. Per questo, anche per questo "ci teniamo a costruirlo - ha detto Bono - perché se lo merita Genova, e se lo merita il Paese". Alla fine, l'ad di Aspi Castellucci prende in mano il modellino del ponte che cade e si fracassa. Piano sorride: "porta fortuna" dice allargando le braccia. (ANSA). CH/

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