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Nautica: gli ex Baglietto di Varazze passano a Alfa Shipyard

25 marzo, 19:49
(ANSA) - VARAZZE (SAVONA), 25 MAR - Passa all'Alfa Shipyard il ramo d'azienda degli ex cantieri navali Baglietto di Varazze.

Oggi il tribunale della Spezia, dove ha la sede legale l'azienda nautica, ha sciolto le riserve dopo le ultime indicazioni avute dai commissari giudiziari e dal liquidatore Federico Galantini.

L'Alfa Shipyard opera all'interno dello scalo cittadino di piazza dei Fabbri. Si occupa della rimessa al coperto in capannone, refitting completo di imbarcazioni anche fino a 25 metri di lunghezza, ricostruzioni, riparazioni, lucidatura, restauro, costruzioni navali. Attualmente ha un organico di 14 lavoratori ai quali si dovranno aggiungere altri 14 operai ex Baglietto in cassa integrazione fino al 31 maggio.

"Dopo cinque anni di odissea e di attesa e tre aste - dice Massimo Pesce della Rsu - finalmente si vede la luce fuori dal tunnel e possiamo ritenerci soddisfatti. Non conosciamo i dettagli della decisione dei giudici, ma auspicavamo che questa venisse assunta entro breve tempo".

Tre erano le aziende in gara: "Marina di Varazze" del deputato Paolo Vitelli, in possesso sia della concessione del porto turistico fino 2052, sia dello specchio acqueo davanti al cantiere. La famiglia Vitelli è anche alla guida dell'Azimut Yacht-Benetti Group; l'Alfa Shipyard sempre di Varazze, quindi la Nisida con sede a Roma dell'imprenditore Carmine De Vizia, già impegnato nell'estenuante vicenda di ricostruzione del retro porto di Varazze.

All'origine, la cifra fissata per l'acquisto del ramo di azienda era un milione e 800 mila euro. Ma le cifre proposte erano nettamente più basse, tanto da far modificare impostazione alla gara, ponendola a offerta libera per evitare l'eccesso di ribasso. Come ramo di azienda si intende il piazzale operativo e la concessione demaniale che scadrà nel 2017, le poche attrezzature rimaste, la palazzina uffici. Ma soprattutto l'assunzione di tutto il personale. Questa era la condizione principale. I fatiscenti edifici lato Aurelia e i capannoni restano del Demanio marittimo poiché il Comune ha esercitato solo richiesta di prelazione per non accollarsi le spese di gestione e acquisto (valore circa due milioni), fin quando non sarà terminata la procedura di aggiudicazione. (ANSA)
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