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Incidente Genova: linea Messina, da 80 anni in mare

Nella storia dei 'Jolly' anche inchieste su rifiuti e pirati

08 maggio, 15:10
Il mercantile Jolly Amaranto Il mercantile Jolly Amaranto

(ANSA) - ROMA, 8 MAG - Da oltre 80 anni sono sul mare le navi della Linea Ignazio Messina, della cui flotta fa parte la "Jolly Nero", la porta-container che ieri sera ha urtato la torre piloti del porto di Genova. La storia delle navi della 'Messina' è lunga ed ha attraversato guerre, crisi internazionali, inchieste sui rifiuti e anche i pirati.

Fondata nel 1921 da Giuseppe Messina che affidò l'attività al figlio Ignazio, uno dei servizi principali svolto dalla compagnia è quello per il Nord Africa, poi esteso nel 1935 verso il Mar Rosso, l'Arabia Saudita, l'Africa Orientale e, dopo la seconda guerra mondiale, nonostante la perdita quasi totale della flotta, verso la Tunisia, l'Algeria, il Libano, l'Egitto e l'Africa Occidentale.

Nel 1968 il passaggio da armatore tradizionale di navi convenzionali a vettore specializzato nei servizi regolari ro-ro container. Durante la chiusura del Canale di Suez le navi Messina sono le uniche di nazionalità italiana a garantire il servizio di linea per l'Africa Orientale ed il Mar Rosso. Ed è proprio una nave della linea Messina, nel 1975, ad attraversare per prima il Canale di Suez riaperto e ad iniziare il servizio per il Mar Rosso ed il Golfo Arabico, successivamente esteso a India, Pakistan e Sud Africa.

La Flotta è forte di 14 navi di proprietà italiana, di cui diversi ro-ro container, che ne fanno la seconda flotta ro-ro al mondo, un full container, quattro con-ro oltre ad altre di varia tipologia a noleggio.

Il nome "Jolly" delle navi Messina, come la "Jolly Amaranto", deriva dalla loro flessibilità circa le merci da imbarcare.

Nel 1988 la nave "Jolly Rosso" aveva trasportato per conto del governo italiano, tra il Libano e l'Italia, circa 2mila tonnellate di rifiuti tossici. Due anni dopo, il 14 dicembre 1990, la nave si spiaggiò ad Amantea, in provincia di Cosenza. In seguito all'episodio furono aperte diverse inchieste, per il sospetto che trasportasse rifiuti tossici, ma nella gran parte le indagini si sono chiuse con l'archiviazione.

Il 9 luglio del '99 a bordo della ''Jolly Rosso", l'omonima di quella spiaggiata ad Amantea, avvenne nel porto di Genova un incidente con due morti, il terzo ufficiale di coperta Emilio Caso, di 25 anni e il mozzo Giovanni Sorriso, di 33. Il primo fu colpito da un grosso cavo di ormeggio, mentre il secondo venne ucciso da una pesante carrucola.

Nel 2010 il "Jolly Amaranto" restò invece per giorni in avaria in mezzo ad una tempesta al largo delle coste egiziane, con 21 marinai a bordo: tutti salvi anche se provocò commozione la vicenda della mascotte, il cane Athos, morto proprio mentre veniva portato via insieme all'equipaggio su un rimorchiatore: si gettò in acqua per tornare sulla "sua" nave ma annegò.

L'anno successivo un incidente grave, una collisione tra il "Jolly Grigio" ed un peschereccio al largo delle coste campane: due pescatori, padre e figlio morirono in quella occasione. Nella storia recente delle "Jolly" anche i pirati: nell'aprile del 2009 la "Jolly Smeraldo" era stata attaccata dai predoni del mare al largo di Mogadiscio che attaccarono il cargo sparando da bordo di un barchino. Ma la nave italiana riuscì a seminare i pirati e a fare altrettanto in occasione di un nuovo attacco il giorno successivo.

Nel 2005 un episodio analogo, anche quello finito bene lungo le coste somale, capitò alla nave "Jolly Marrone". Gli attacchi più recenti nell'ottobre del 2009 quando nel mirino dei pirati finirono ancora la "Jolly Smeraldo" e la "Jolly Rosso", colpita da una granata, con i predoni ancora una volta seminati. (ANSA).

Nel 2005 è stata la volta del "Jolly Arancione" ad essere obiettivo dei pirati, tentativo sventato dai fucilieri di marina del reggimento San Marco.(ANSA).

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