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Cooperazione: 30 anni dopo chiuso caso motopesca per Senegal

Lasciano Senigallia 5 navi che Governo voleva donare all'Africa

15 febbraio, 15:27
(ANSA) - SENIGALLIA (ANCONA), 15 FEB - Hanno lasciato oggi il porto di Senigallia, scortate da un rimorchiatore e dirette a Porto Marghera, tre dei cinque pescherecci arrugginiti fermi da 30 anni nell'ex Cantiere Navalmeccanico, costruiti con i fondi della cooperazione internazionale per essere donati al Senegal dal ministero degli Esteri e rimasti bloccati in porto per un contenzioso fra le parti sui pagamenti. Una storia di 'malacooperazione' italiana, soldi di fatto buttati, con il risultato di bloccare anche qualsiasi sviluppo del porto turistico di Senigallia.

A giorni, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, anche le altre due navi lasceranno lo scalo. Dopo anni di tentativi e pressioni da parte degli enti locali, la svolta e' arrivata nei mesi scorsi: il ministero ha attivato la procedura di vendita dei beni attraverso l'Agenzia del demanio, e le cinque navi sono state acquistate dalla societa' Lepore srl, che le riadattera' per rivenderle come motopesca d'altura.

Per Senigallia, commenta il sindaco Maurizio Mangialardi, ''e' il lieto fine di una storia che sembrava destinata a non risolversi mai''. Ora la citta' si candidera' ad ottenere la seconda Bandiera blu: dopo quella per la spiaggia anche il vessillo per l'approdo turistico.

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