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India: '2 pescatori uccisi da italiani', ritenuti pirati

Militari a bordo petroliera sparano, proteste New Delhi

16 febbraio, 22:15
INDIA: '2 PESCATORI UCCISI DA ITALIANI', LI CREDEVANO PIRATI INDIA: '2 PESCATORI UCCISI DA ITALIANI', LI CREDEVANO PIRATI

(di Maurizio Salvi) (ANSA) - NEW DELHI, 16 FEB - Un'operazione che apparentemente aveva permesso ieri di sventare un attacco di pirati alla petroliera italiana 'Enrica Lexie' in navigazione nel Mar Arabico, al largo dello Stato indiano del Kerala, si e' trasformata in poche ore in un incidente internazionale, con l'India che accusa gli uomini della Marina italiana imbarcati sull'unita' di ''avere ucciso due pescatori'' inermi.

L'ambasciatore d'Italia Giacomo Sanfelice e' stato immediatamente convocato al ministero degli Esteri indiano per discutere dell'accaduto, mentre tv all news, agenzie di stampa e portali online dei quotidiani martellavano con i particolari della storia, dando spazio alle proteste delle autorita' locali e delle associazioni dei pescatori.

L'equipaggio della nave della compagnia 'Fratelli D'Amato' di Napoli - la stessa della Savina Caylin sequestrata da pirati somali per 10 mesi - e lo Stato Maggiore della Marina non avevano avuto il minimo dubbio nel catalogare l'episodio come l'ennesimo caso di pirateria, e per questo dopo gli spari l'unita' si era allontanata in fretta dalla zona per continuare la propria rotta. Ma dopo tre ore circa, da quei ''colpi di avvertimento'' sparati contro un peschereccio che aveva manifestato ''un atteggiamento ostile, tipico dei pirati'', un'altra ipotesi e' emersa quando nel porto di Kollam sono giunti i cadaveri insanguinati di due pescatori indiani.

La Guardia costiera indiana ha fatto inseguire la petroliera da due sue unita' chiedendo al capitano, che ha accettato, di invertire la marcia ed entrare nel porto di Kochi. Questo dopo aver raccolto il racconto dei pescatori, secondo cui dalla nave italiana erano partiti alcuni colpi ''senza alcun preavviso'' che avevano ucciso due uomini in coperta, mentre gli altri nove a bordo si erano salvati perche' stavano dormendo.

All'inizio del pomeriggio l'ambasciatore Sanfelice e' stato ricevuto al ministero degli Esteri dove gli e' stata presentata la protesta di rito, con il consiglio di invitare l'equipaggio a cooperare con le autorita' nello svolgimento dell'inchiesta. ''La vicenda e' seguita da vicino dal ministro S.M.Krishna - ha confermato all'ANSA il portavoce degli Esteri Syed Akbarrudin - perche' essa puo' avere un impatto sulle relazioni bilaterali''. All'uscita dal colloquio, Sanfelice dichiarava ai giornalisti che ''i fatti devono essere chiariti. E per questo stiamo lavorando in stretto contatto con le autorita' indiane''. Voglio sottolineare, diceva infine, che ''la nave e' andata volontariamente nel porto di Kochi''.

''La dinamica di quanto e' accaduto e' tutta da verificare'', ha sostenuto in una nota oggi lo Stato Maggiore della Marina, ricordando che ''le modalita' di avvicinamento erano le stesse gia' seguite in operazione di abbordaggio, caratteristiche di quei mari. Un esempio su tutti: non hanno risposto ai segnali di avvertimento''. ''I marinai a bordo del mercantile - si e' precisato infine - hanno messo in atto le procedure standard. Il peschereccio si e' allontanato dopo la terza raffica di avvertimento, senza danni evidenti a bordo''.

Da parte sua il ministro della Difesa indiano A.K. Antony, definendo la vicenda ''molto seria'' ha aggiunto che si e' trattato di ''uno sfortunato incidente'', assicurando che comunque ''la giustizia fara' il suo corso''. Decine di agenti della Guardia costiera e della polizia erano intanto saliti in mattinata a bordo della 'Enrica Lexie' per vigilare l'equipaggio e i membri della forza di sicurezza della Marina, in attesa di responsabili diplomatici italiani e poter procedere quindi agli interrogatori. Sul posto si sono recati in giornata il console generale a Mumbai, Giampaolo Cutillo, e l'addetto militare italiano in India, contrammiraglio Franco Favre. Nell'ambito della ricostruzione dell'accaduto, fra l'altro, sara' importante determinare dove e' avvenuto l'incidente: in acque internazionali, come assicurato dalle autorita' italiane, o in quelle nazionali come invece asserito dalla Guardia costiera indiana o dal governo dello Stato del Kerala. (ANSA).

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