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Mostre: in giro per Italia 5000 anni di 'Rancio di bordo'

Da sumeri a oggi: storia di millenni di convivialità tra marinai

24 aprile, 17:57
Mostre: in giro per Italia 5000 anni di 'Rancio di bordo' Mostre: in giro per Italia 5000 anni di 'Rancio di bordo'

 (di Virginia Di Marco) (ANSAmed) - ROMA, 24 APR - Tutti sanno che Cristoforo Colombo ha scoperto l'America; pochi, invece, sanno che il grande navigatore era ghiotto di miele e di biancomangiare, una minestra agrodolce composta da ingredienti tutti bianchi, molto popolare tra Medio Evo e Rinascimento. Questa e mille altre curiosità emergono dalla mostra-conferenza sul 'Rancio di bordo', che il Capitano di vascello Alessandro Pini sta portando in giro per l'Italia.

"La mostra si sviluppa su due binari: una ricerca storica sul rancio di bordo dai sumeri ad oggi, e uno studio sui menù serviti sulle navi della Regia Marina, dal 1891 agli anni Quaranta". L'arco temporale su cui ci si muove è dunque amplissimo. Nondimeno, sono ravvisabili alcuni fili rossi che si snodano lungo il corso dei secoli: ingredienti che da millenni ricorrono nella dieta dei mariani.

"Olio, vino, carne e pesce essiccati e, soprattutto, cereali. Questi ultimi - dichiara il comandate Pini - stanno al marinaio come la grappa sta all'alpino". Il modo principale di consumarli è sotto forma di pane, "sia esso galletta, biscotto o altro. Venezia ha costruito il suo dominio sui mare sostentando i suoi marinai con 'biscotto' - una sorta di galletta durissima, da consumare dopo averla inzuppata in acqua e aceto -, vino, fave e carne secca". Andando ancora più a ritroso, stupisce non poco notare che "il papiro di Harris, un documento che spiega come era fatto il rifornimento delle navi nell'antico Egitto, elenca oltre 30 tipi diversi di pane".

L'epoca della carne secca finisce nel 1876, quando sulle navi del Lloyd di Trieste compaiono i primi frigoriferi. "Una svolta epocale. Pensare che i Romani, per evitare che gli alimenti si guastassero, dovevano ricorrere al 'garum': una poltiglia di lische e squame di pesce impastate con aceto e grasso". Con l'epoca moderna, si scopre l'igiene: e nella seconda metà del Seicento Jean-Baptiste Colbert promulga delle leggi sulla qualità dei viveri a bordo. "Una sorta di HCCP ante litteram". Ma l'ingrediente che più di ogni altro è rimasto invariato dai sumeri a oggi è la convivialità del pasto a bordo. "In nave, per ovvie ragioni, le relazioni interpersonali risentono dello spazio ridotto. Inoltre, la convivialità tra marinai compensa in parte il vuoto per quello che si lascia alle spalle". (ANSAmed)

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