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Porti: formazione per stare al passo col lavoro del futuro

Benvenuti "Il nodo è riqualificare. Non togliere i cinquantenni"

07 febbraio, 17:44
(ANSA) - GENOVA, 07 FEB - Il futuro del lavoro portuale farà i conti con automazione e digitalizzazione dei terminal. Per non perdere occupati la strada è attrezzarsi, con formazione e specializzazione dei lavoratori per insegnare loro a usare le nuove tecnologie. Se ne è parlato al convegno "Definire le priorità per il futuro del lavoro portuale" alla Sala chiamata del porto, organizzato dall'europarlamentare ligure Brando Benifei (Pd) in collaborazione con l'Etf (Federazione europea delle lavoratrici e dei lavoratori dei trasporti). E' d'accordo il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini, che ricorda come l'evoluzione tecnologica vada guidata per evitare "effetti devastanti". Ed è anche l'opinione del console della Culmv, Antonio Benvenuti. "L'automazione è ineludibile ma non immediata, e ci sarà tempo di adattarsi. Intanto bisogna vedere come si attuerà. A livello genovese il massimo di automazione del Vte è quello espresso adesso. Poi potrà esserci Vado con una semi automazione e Bettolo a Genova. Il nodo è la riqualificazione dei lavoratori. Non posso condividere l'idea di togliere i cinquantenni e sostituirli con giovani. Li riqualifichiamo, siamo pronti" dice. Il sindaco Marco Bucci spinge sulla tecnologia in porto. "Dobbiamo sviluppare tre infrastrutture chiave per essere competitivi nel mondo: a mare, a terra e digitale. E sulla piattaforma digitale possiamo essere i leader". Serviranno "norme codificate a livello internazionale" per certificare la formazione,sottolinea Andrea Appetecchia, segretario generale della Fondazione italiana scuola logistica portuale. "Bisogna anche vedere quanti terminalisti hanno la forza finanziaria per sostenere gli investimenti sull'automazione - aggiunge -. Oggi i porti completamente automatizzati sono l'1% del totale della portualità". Benifei ha concluso i lavori, cui hanno partecipato anche il presidente di Assiterminal Luca Becce e i sindacati, parlando di tutela: "La priorità deve essere la tutela del lavoro anche tramite il rilancio di ambiziose politiche sociali e della formazione che si affianchino a politiche di investimento e infrastrutture nazionali ed europee". Per questo servono "una nuova direttiva Ue sulla responsabilità sociale di impresa" e un "fondo europeo che ammortizzi i costi legati alla transizione sia tecnologica che ambientale". (ANSA).

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