Porti: riforma; Filt-Cgil, partire dal modello Genova
Sindacato presenta nuovo documento per modificare legge
19 aprile, 15:02(ANSA) - GENOVA, 19 APR - Esportare il modello Genova a tutto il sistema portuale nazionale per arrivare ad una riforma complessiva della portualita' italiana: questa la convinzione della Filt-Cgil, che oggi ha scelto proprio Genova per presentare il suo documento nazionale di riforma. Si base su due proposte di fondo: allargamento delle competenze delle autorita' portuali a tutta la catena logistica, e quindi anche a retroporti e interporti; maggiori garanzie ai soggetti che operano nei porti attraverso operazioni di defiscalizzazione. ''Abbiamo scelto Genova - ha spiegato il segretario nazionale della Filt-Cgil, Massimo Ercolani - perche' e' la citta' che meglio puo' rappresentare la situazione nazionale - ha spiegato Massimo Ercolani, coordinatore nazionale portualita' Filt Cgil - . La legge 84/94, che ha 20 anni, e' ormai inadeguata. Bisogna riallineare i porti italiani alle esigenze della portualita' di oggi, che e' per sua stessa natura sempre piu' globale''. La proposta presentata dal sindacato parte da un rafforzamento del ruolo maggiore delle Autorita Portuali per la promozione e la qualificazione del lavoro in tutta la filiera logistica. "Serve un cambiamento di rotta - spiega Ercolani - con compiti e funzioni omogenee nei porti che devono, però, essere applicate anche all'esterno". Per quello che riguarda il lavoro in porto, il sindacato punta su un'integrazione, cosi' come accade a Genova, tra i terminalisti (che hanno un proprio organico) e quei soggetti che rientrano nel cosiddetto 'articolo 17', in base al quale viene regolata l'offerta di lavoro temporaneo sulle banchine. A Genova l'art.17 e' comunemente noto come la Compagnia. "Questo sistema ha permesso a Genova di reggere alla crisi - ha spiegato Ercolani- . Ma devono essere fatti altri importanti passi avanti. Gli articoli 17 devono essere messi in condizione di poter offrire lavoro con squadre organizzate, a beneficio della sicurezza. Ma devono avere anche un supporto, a partire dalle tariffe, agli incentivi per i terminal fino alla possibilita' di defiscalizzazione. Un sistema che, agevolando il lavoro, puo' avere un doppio risultato: permettere maggiori introiti alle imprese e alleggerire lo Stato, che non deve pagare il mancato avviamento''.(ANSA).










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