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Porti:Gioia; Confindustria-Medcenter, sia priorita' su tutto

Confronto tra industriali ed i vertici societa' terminalista

18 aprile, 18:13
(ANSA) - GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA), 18 APR - Il porto di Gioia Tauro resta in cima alla lista delle priorita' degli industriali reggini. Per ribadire ancora una volta come il terminal container del Tirreno sia il piu' importante strumento di sviluppo economico del territorio calabrese, un'ampia delegazione di Confindustria Reggio Calabria guidata dal presidente Andrea Cuzzocrea ha visitato l'infrastruttura, dove e' stata accolta dai vertici della Medcenter, la societa' terminalista del gruppo Contship che gestisce le banchine gioiesi.

L'incontro e' stato aperto dalla breve presentazione, da parte dell'amministratore delegato di Mct, Domenico Bagala', dell'attivita' del porto e dei suoi imponenti dati di traffico.

Oggi - ha spiegato il manager - Medcenter puo' vantare i massimi livelli di produttivita' nel Mediterraneo. Riusciamo a movimentare 30 container l'ora mentre i nostri competitor non riescono ad andare oltre i 21. L'efficienza della societa' e' garantita dagli elevati standard tecnologici della nostra azienda e, soprattutto, dalla competenza e dalla professionalita' delle risorse umane. Tuttavia le brillanti performance operative di Mct non sono sufficienti ad attrarre nuovi armatori e, nell'area retroportuale, nuovi investitori, alla luce delle penalizzanti condizioni che l'Italia propone dal punto di vista fiscale: Le tasse di ancoraggio, gli oneri sociali, le accise sui carburanti e le pesanti imposte sulle aziende rendono poco appetibili gli investimenti nell'area di Gioia Tauro che comunque, in termini di puro transhipment, riesce a mantenere una posizione di tutto riguardo nel bacino del Mediterraneo.

L'incontro tra Mct e Confindustria ha naturalmente riguardato la possibile costituzione di una Zona economica speciale che incentiverebbe l'attrazione di capitali stranieri sul territorio grazie a un regime di favore dal punto di vista fiscale: D'altra parte - e' stato evidenziato - oggi il gettito di quest'area e' molto basso; garantire sgravi per le nuove aziende significherebbe non ridurre le entrate ma creare occupazione e dunque ricchezza. Un tema, quello della ZES, che nelle prossime settimane continuera' a essere al centro dell'attivita' dell'associazione di via Torrione. Gli industriali sono infatti convinti che solo cosi' sara' possibile stimolare lo sviluppo e la crescita dell'economia in Calabria, come dimostra l'esempio lampante della Lettonia, dove le quattro nuove zone franche hanno consentito la creazione di centinaia di nuove imprese.

Dall'incontro e' emerso altresi' il vero e proprio ''paradosso logistico'' legato al porto.

La mancanza di un'adeguata rete di collegamento viaria e ferroviaria determina infatti l'accentramento degli stabilimenti produttivi nelle piu' sviluppate aree del centro-nord Italia, dove le merci vengono trasportate dopo essere approdate a Gioia Tauro, per poi essere riportate nelle destinazioni finali ubicate nelle regioni del Mezzogiorno. Tutto questo rende indispensabile ripensare la funzione del porto calabrese che non puo' essere solo un nodo, pur importante, di transhipment, ma deve divenire il gateway di accesso al Sud Italia.

''Confindustria Reggio Calabria - ha affermato l'ingegnere Cuzzocrea - crede fermamente che dalle banchine di Gioia Tauro possa ancora partire un'opportunita' vera di riscatto sociale ed economico per la nostra regione. Esistono molteplici difficolta' che non consentono a questa realta' di esprimere il massimo del suo potenziale, ma e' indispensabile che il mondo politico abbia ben chiaro che il porto deve avere priorita' su tutto. Lo sviluppo che i grandi hub portuali hanno impresso alla vaste aree circostanti deve rappresentare l'obiettivo e l'orizzonte della nostra azione nei prossimi anni. Occorre compiere un grande sforzo per incentivare la creazione di un tessuto produttivo che sostituisca il deprimente scheletro di area industriale oggi esistente. Per questo la Zes costituisce, in maniera assolutamente inderogabile, la battaglia che tutti gli attori della vita economica e sociale calabrese devono condurre''.

''Nessuno puo' - conclude - chiamarsi fuori: politica, parti sociali, imprenditori, operatori dell'informazione. Questa chance non va gettata alle ortiche: serve una grande e positiva opera di lobbying per aiutare Gioia Tauro a diventare l'Eldorado dei prossimi decenni''.(ANSA).

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