Migrante ucciso, Mancini si costituisce

Prima della notifica dell'ordine di carcerazione

Emmanuel Chidi Nnamdi ''è stato ucciso in modo preterintenzionale da Amedeo Mancini e a innescare la dinamica degli eventi è stato un atto di razzismo: Emmanuel è stato vittima della violenza razzista. La sentenza della Cassazione chiarisce che non vi fu alcuna 'legittima difesa' da parte di Mancini, e toglie ogni legittimità ad un anno di tentativi di mistificazione dei fatti, di minimizzazione dell'accaduto e denigrazione del migrante''. Così il Comitato 5 luglio di Fermo e il Coordinamento per l'accoglienza commentano la costituzione in carcere dell'ultrà, condannato in via definitiva a 4 anni per la morte del richiedente asilo nigeriano, che aveva reagito agli insulti rivolti da Mancini alla moglie Chinyere, apostrofata per strada con l'epiteto di ''scimmia''. Emmanuel e Chinyere erano ospiti della Fondazione Caritas in Veritate di Fermo.

''Di fronte a questa sentenza non può esserci da parte nostra alcuna soddisfazione - afferma una nota congiunta delle due associazioni -. C'è però la consapevolezza che avevamo purtroppo ragione sulla dinamica dei fatti e sulle motivazioni. Avevamo e abbiamo ragione, soprattutto, nell'alzare un grido di allarme sul diffondersi nel Paese, ma anche nella nostra città, nonostante la sua storia e la sua tradizione civile e democratica, di un clima di xenofobia e razzismo sempre più preoccupante; sulla pericolosità della presenza sempre più palese e arrogante di ambienti violenti e neofascisti, che si nutrono di menzogne e paure costruite ad arte; ragione, infine, su quanto sia sbagliato e irresponsabile sottovalutare questi fenomeni da parte delle stesse istituzioni''. Anche se il caso giudiziario si è chiuso, concludono il Comitato 5 luglio e il Coordinamento per l'accoglienza, ''resta terribilmente aperta una ferita che Fermo deve saper guardare, per evitare che fatti simili possano ripetersi''. Sarebbe giusto che una targa ricordasse Emmanuel ''alle generazioni che verranno, nel luogo in cui fu ucciso''.

Amedeo Mancini si è costituito stamani nel carcere di Fermo: l'ultrà di destra di Fermo condannato per la morte del migrante nigeriano Emmanuel Chidi Nnamdi, avvenuta il 5 luglio 2016 dopo una colluttazione tra i due, deve scontare una condanna definitiva a quattro anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, aggravato dalla motivazione razziale.

    ''Non appena saputo che era stato emesso un ordine di carcerazione a suo carico, prima ancora che gli venisse notificato - ha detto l'avv. Francesco De Minicis - Mancini ha preferito presentarsi spontaneamente presso la casa circondariale di Fermo''. La difesa chiederà un incidente di esecuzione davanti al Tribunale di Fermo perché, ''stando alla prevalente giurisprudenza della Cassazione, l'ordine di carcerazione sarebbe dovuto rimanere sospeso sino fino alla pronuncia del Tribunale di Sorveglianza di Ancona sull'istanza di affidamento in prova al servizio sociale'' dell'ultrà.
   

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