Corte Conti parifica rendiconto Regione

No a istanza Procura incostituzionalità norma trattamentO staff

Gestione finanziaria positiva, riduzione dell'indebitamento (-2,14%), una spesa sanitaria virtuosa e prudente, che nel 2016 ha permesso di investire utili per 202 milioni di euro. Sono i motivi alla base della Parificazione del Rendiconto della Regione Marche per il 2016 dichiarata dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti. Criticità sono state ravvisate invece in relazione alle spese per il personale e ad alcune società partecipate.  Preoccupano le difficoltà dell'Interporto (che sconta una perdita 1,3 milioni di euro; 10 milioni di debiti che mettono "in forse la continuità aziendale"). Per quanto riguarda l'Aerdorica (perdita di oltre 2,5 milioni di euro, debiti per quasi 43 milioni di euro), i giudici ritengono illegittimi i 6 milioni di aumento di capitale 2016 e avanzano dubbi sulla "sostenibilità del piano di risanamento" e sul "piano industriale" 2018-2022. 

La Sezione di Controllo della Corte dei Conti delle Marche ha dichiarato la parificazione del rendiconto della Regione per l'esercizio finanziario 2016. Il collegio, presieduta da Maurizio Mirabella, ha respinto la richiesta pregiudiziale del Procuratore regionale Giuseppe De Rosa di sospensione della parificazione e di trasmissione alla Corte Costituzionale, limitatamente a una norma (art.22 comma 11 della legge 20/2001) sul trattamento accessorio del personale di staff di Giunta e Consiglio per presunto contrasto con gli articoli 117 e 119 della Costituzione: avrebbe illegittimamente derogato a leggi nazionali e contrattazione collettiva, attribuendo indennità in certi casi doppie rispetto al previsto. Per la Regione, la disposizione colmava solo un vuoto normativo.
   

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