Sindaco Ussita si è dimesso

Dopo sequestro camping perché 'in area protetta'

"Le mie dimissioni sono irrevocabili. Ma il mio impegno proseguirà più forte di prima, da semplice cittadino, a servizio della comunità". Lo ribadisce all'indomani delle dimissioni presentate a seguito dell'inchiesta della Procura di Macerata sul camping Il Quercione, il sindaco di Ussita Marco Rinaldi. "La mia decisione - ha aggiunto - non è frutto della stanchezza o dell'emotività, ma di un ragionamento che sto portando avanti da qualche tempo". "Ho in mente un progetto - ha spiegato - che paleserò il 21/o giorno (il sindaco ha 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni, dopo di che il Comune verrà commissariato; ndr). E' un progetto che porterò avanti da cittadino libero a difesa dei cittadini. Dopo 8 mesi siamo ancora in emergenza, è passato solo un camion per portare via le macerie", ha esemplificato Rinaldi per dare un'idea della situazione nella cittadina terremotata. "Tengo a ribadire - ha concluso - la massima fiducia e il massimo rispetto per l'operato della magistratura".

Il sindaco di Ussita Marco Rinaldi (Pd), uno dei sindaci del terremoto, si è dimesso poco fa, dopo che il Gip di Macerata ha firmato un decreto esecutivo di sequestro del camping 'Il Quercione', dove da anni sono posizionate 5 mobil house e un prefabbricato in legno, in quanto realizzati nell'area protetta del Parco dei Sibillini, inedificabile e in zona R 4. ''Tutta Ussita è in area protetta - ha detto Rinaldi dando all'ANSA la notizia delle dimissioni -, questo vuol dire che la ricostruzione non si farà mai''.

 Il camping, attualmente, non ospita sfollati del terremoto, tutti trasferiti sulla costa, anche se alcuni in questi mesi avevano sistemato lì beni personali nei container. ''Queste persone piangevano, quando sono arrivate le forze di polizia a mettere i sigilli - racconta Rinaldi, un ingegnere di 66 anni, fra i sindaci più attivi in questi mesi a difesa della propria comunità. La procura, che ha chiesto e ottenuto dal Gip il sequestro, l'ha indagato per aver consentito l'installazione delle mobil house e del gazebo in legno, oltre all'esecuzione di scavi, ''in una zona asseritamente vincolata da inedificabilità assoluta per essere inserita in area vincolata paesaggisticamente. Zona R4, e all'interno del Parco dei Monti Sibillini''.

   

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