Resiste vivacità imprenditoriale Marche

Rapporto Fondazione Aristide Merloni-Politecnica Marche

Le Marche difendono la propria propensione a fare impresa. In un panorama nazionale a bassa vivacità imprenditoriale, la regione, pur registrando anch'essa una contrazione del numero di nuove aziende, mantiene un rapporto fra nuove imprese e popolazione adulta superiore alla media italiana, con un +3,4% di scarto nel 2015 fra la crescita marchigiana che si attesta sul +0,2% rispetto all'italiana del +0,99%. Emerge dal rapporto "L'imprenditorialità nelle Marche", realizzato da Fondazione Aristide Merloni e dal Centro per l'innovazione e l'imprenditorialità dell'Università Politecnica delle Marche. "La differenza positiva con la media nazionale - ha spiegato Donato Iacobucci, Univpm-Fondazione Merloni - è accentuata per le nuove imprese del settore manifatturiero, quasi il doppio della media italiana, e dell'hi-tech, le aziende a maggiore contenuto di conoscenza".
   Per l'assessore regionale al Lavoro, Loretta Bravi, occorre "compiere un salto di qualità nella formazione all'imprenditorialità, che deve coinvolgere il sistema scolastico e il mondo universitario. Insieme alla formazione tecnica e specialistica, vanno rafforzate le competenze trasversali che aiutano a gestire le sfide e i cambiamenti del mercato".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Vai alla rubrica: Pianeta Camere