Professioni, i 10 anni dell'Aiti Marche

Traduttori-interpreti per professione più 'etica' e certificata

La sezione Marche dell'Associazione italiana traduttori e interpreti (Aiti), referente anche per Abruzzo e Umbria, compie 10 anni e li festeggia insieme ai soci ad Ancona, il 20 giugno, con una gita in battello da Numana alle Due sorelle. Sarà anche l'occasione per riflettere, insieme alla presidente nazionale Sandra Bertolini, su come cambia la professione ma, soprattutto, sulle tutele che un mestiere così delicato richiede, a maggior ragione in assenza di un ordine. "È una professione molto importante per la società", tiene a ricordare la presidente regionale Monica Baldelli, citando ad esempio l'interprete in ambito socio-sanitario, dove è più che mai necessario accompagnare lo straniero con competenza, e del traduttore giuridico o dell'interprete giudiziario: "Poter contare su un traduttore o un interprete preparato è sempre importante, ma qui non parliamo di un contratto o di una trattativa commerciale, ma della vita delle persone". La mancanza di criteri chiari nella valutazione dei professionisti non organizzati in ordini è una spina nel fianco per i traduttori e interpreti Aiti, associazione impegnata a tutelare i propri soci e la professione in generale ("Il nostro è un settore in cui c'è tanta improvvisazione", lamenta Baldelli), garantendo utenti e committenti al tempo stesso. Per fortuna è intervenuta la legge 4 del 2013 "che disciplina le professioni non organizzate in ordini o collegi e le relative associazioni", spiega Baldelli. Aiti, associazione fondata nel 1950, con più di mille iscritti e una presenza capillare sul territorio, ha fatto la sua parte dotandosi, tra l'altro, di uno sportello del consumatore, di un nuovo codice deontologico e dell'obbligo della formazione continua per i propri soci. E' presente nell'Elenco delle associazioni professionali che rilasciano l'attestato di qualità dei servizi, pubblicato sul sito del ministero dello Sviluppo economico, e ha partecipato alla stesura della norma Uni, Ente italiano di normazione, per la certificazione volontaria, "una garanzia - commenta la presidente regionale - per far ordine in un mercato schizofrenico". Insomma, il rischio è di rivolgersi a traduttori o interpreti improvvisati che pur di lavorare offrono prestazioni a prezzi super concorrenziali ("La concorrenza sleale è abbastanza diffusa", dichiara la vicepresidente regionale Martina Schonig, tedesca, ma da anni residente in Italia), che "abbattono" le tariffe, già basse, dei professionisti. "Noi - ribadisce Baldelli - continuiamo a puntare sulla qualità", in lotta spesso con sistemi di traduzione automatici e approssimativi, ma attenti alle nuove tecnologie. E pensare che tra i soci Aiti Marche c'è Richard Dixon, già traduttore in inglese di Umberto Eco e uno dei sette traduttori dello Zibaldone di Leopardi, pubblicato per i tipi della Farrar Straus e Giroux negli Stati Uniti e della Penguin Books per il mercato inglese. I soci della sezione sono distribuiti, oltre che nelle tre regioni, anche in alcuni stati europei come Svezia, Francia, Grecia e Albania.

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