Mostre, Carabinieri nella Liberazione

Dalla Chiesa, il capitano Loretelli e altre storie dimenticate

(ANSA) - FALCONARA MARITTIMA (ANCONA), 29 NOV - C'è il giovane tenente Carlo Alberto Dalla Chiesa, che collabora con i partigiani di Ascoli e diventa responsabile delle trasmissioni radio clandestine con gli americani. E c'è il capitano Pietro Loretelli, che a Sassoferrato fa minare i ponti e assalta una colonna tedesca. Storie del contributo che i carabinieri hanno dato alla guerra di Liberazione: a riproporle è una mostra del Sistema Museale della Provincia di Ancona nel Museo della Resistenza di Falconara.

L'esposizione sarà aperta da domani 30 novembre all'11 gennaio nei pomeriggi di venerdì, sabato e domenica. Documenti e foto di archivio raccontano il sacrificio, pagato spesso con la vita, che 70 anni fa numerosi carabinieri fecero per difendere le popolazioni delle località in cui prestavano servizio, o nella lotta al nazifascismo abbracciata in prima persona, all'interno o alla testa delle formazioni partigiane. A San Benedetto del Tronto, ad esempio, il maggiore Luciano Nardone e il carabiniere Isaia Ceci furono fucilati a colpi di mitra per aver difeso un deposito di beni alimentari destinati alla popolazione; a Monte Sant'Angelo di Arcevia nell'eccidio del 4 maggio 1944 venne ammazzato anche il brigadiere Onelio Manoni, comandante del distaccamento 'Maggini' di Ostra.

Poco nota ai più è anche la vicenda del maggiore Pasquale Infelisi, comandante provinciale dei carabinieri a Macerata: catturato con tutta la famiglia e torturato dai nazisti perché rivelasse i nomi degli altri carabinieri che facevano parte della sua stessa rete clandestina non parlò. Alcuni ufficiali delle Ss lo fucilarono a pochi chilometri dalla città, facendosi fotografare poi sorridenti. 

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