Test Spallanzani,non è Ebola caso Marche

Confermata malaria. Assessore, procedure hanno funzionato

(ANSA) - ANCONA, 16 SET - Per verificare "eventuali criticità" registratesi nella gestione del sospetto caso di Ebola nelle Marche, rivelatosi poi un caso di malaria, nei prossimi giorni "è già prevista una valutazione congiunta tra il Gruppo operativo regionale per la gestione delle emergenze sanitarie e le direzioni sanitarie delle Aziende" ospedaliere. Lo ha annunciato l'assessore alla Salute Almerino Mezzolani rispondendo in consiglio ad alcune mozioni sull'argomento. Il protocollo che è stato immediatamente attivato ha comunque funzionato, e "in 15 ore avevamo una diagnosi", ha tenuto a precisare l'assessore.
   Mezzolani ha ricordato quali sono le procedure a livello di prevenzione e quelle che scattano nel caso in cui ci si trovi di fronte a possibili malati, soffermandosi sulle modalità attivate in aeroporto e nel porto di Ancona, che comunque, ha detto riguardo allo scalo, "non è un approdo ordinario di linee merci o passeggeri provenienti dalle aree dell'Africa interessate". Rispetto alle misure di protezione del personale sanitario, "secondo le indicazioni nazionali, la circolare regionale - ha puntualizzato l'assessore - indica la necessità di utilizzare protezioni individuali per prevenire i rischi da contatto". "Le procedure adottate - ha concluso - sono state inviate alle Aziende del Sistema sanitario regionale e al ministero della Salute il 1 settembre scorso e potranno essere rapidamente modificate alla luce di eventuali nuove indicazioni internazionali e nazionali che dovessero essere trasmesse".

Test Ebola negativo - E' negativo il test per il virus ebola eseguito presso l'Istituto Spallanzani di Roma su una paziente nigeriana di Civitanova Marche. Il risultato è arrivato in nottata alla Divisione Malattie infettive della Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, dove la donna è stata trasferita. Cpnfermata invece la diagnosi di malaria, per la quale proseguono le terapie. "Le procedure rigorose per la gestione di casi sospetti, adottate nella Regione Marche sulla base delle indicazioni internazionali e del Ministero della Salute, hanno funzionato bene - commenta l'assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani -. Sarà cura della Regione e di tutte le strutture del Servizio sanitario regionale mantenere questo livello di controllo anche nel prossimo futuro". "I dati diffusi dalla Organizzazione mondiale della sanità anche ieri, indicano, infatti - aggiunge - che nei paesi dell'Africa Occidentale colpiti, l'epidemia continua a segnalare una fase di crescita. Ciò indica che esiste il rischio, seppur al momento modesto, di registrare, nel nostro Paese, singoli casi di malattia in persone provenienti dai territori colpiti. Come Regione Marche - conclude - siamo sollevati per lo scongiurato pericolo e soddisfatti per aver dato prova, sul campo, di efficienza e tempestività, come richiesto dai protocolli. Continueremo a tenera alta la guardia per affrontare ogni emergenza e contrastare ogni pericolo". 

Ma cessato l'allarme del virus ebola, restano i malumori di alcuni operatori del 118 su criteri, modalità e equipaggiamento utilizzati per il trasferimento della paziente nigeriana da Civitanova ad Ancona. "Se ci fosse stato veramente il virus Ebola - dicono - i sanitari, con indosso camici non impermeabili e mascherine, avrebbero rischiato il contagio". E un altro fa notare le differenze con trasferimenti di pazienti in altre parti del mondo, con ambulanze attrezzate e tute isolanti.

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