Asma per 315 mln di persone, 10% non risponde a terapie

In studio molecola che spegne 'incendio' a base della patologia

MILANO - Nel mondo si stimano 315 milioni di persone con l'asma, e ogni anno si contano circa 250mila morti dovute alle forme più gravi di questa patologia. Una situazione che si complica ancora di più per circa il 10% dei pazienti, nei quali le terapie non riescono a controllare i sintomi, esponendoli al rischio di ricadute della malattia e, nei casi più gravi, anche di morte. Per queste persone la nuova frontiera della terapia arriva da uno studio appena presentato al congresso internazionale dell'European Respiratory Society, in corso a Milano.

L'asma è una patologia infiammatoria cronica caratterizzata da sintomi come ostruzione delle vie aeree, iper-reattività bronchiale e infiammazione. Il numero dei pazienti continua ad aumentare, tanto che gli esperti stimano raggiungerà i 400 milioni nel 2020. I sintomi dell'asma possono variare in base al paziente, da lievi a molto gravi. Sebbene la maggior parte delle persone con asma possa essere trattata efficacemente con le terapie oggi disponibili, nei casi più gravi c'è bisogno di dosi molto alte di terapia, che possono avere effetti collaterali anche importanti. Inoltre, nonostante l'efficacia dei trattamenti, molti pazienti (si stima siano il 5-10% delle persone con asma) continuano a non avere un buon controllo della patologia, e sono quindi esposti al rischio di ricadute, di frequenti ricoveri in ospedale, e nei casi più gravi di morte.

"In una porzione significativa dei pazienti con asma grave - hanno spiegato gli specialisti guidati da Walter Canonica, responsabile del Centro di medicina personalizzata, asma e allergologia dell'Istituto Humanitas - è presente un'infiammazione scatenata dagli eosinofili, un particolare tipo di globuli bianchi coinvolti nelle reazioni allergiche. Gli eosinofili rappresentano all'incirca l'1% dei globuli bianchi che abbiamo nel sangue, e queste cellule tendono a migrare verso i tessuti nei quali è in corso un'infiammazione". A 'scatenare' questi eosinofili c'è una particolare proteina chiamata interleuchina-5, che è in grado di attivarli e stimolarli. Ed è proprio contro questa proteina che i ricercatori hanno concentrato gli sforzi: due studi clinici di fase 3, quindi ad uno stadio molto avanzato, "hanno dimostrato che la molecola reslizumab è in grado di migliorare la funzione polmonare, il controllo della malattia e in generale i sintomi negli adulti con un'asma grave che ha alla base anche la risposta infiammatoria degli eosinofili". Questo accade perché il farmaco è un 'anticorpo monoclonale umanizzato anti-interleuchina 5': significa che è stato disegnato apposta per legarsi saldamente all'interleuchina e per impedirle di attivare i meccanismi che portano poi alla stimolazione degli eosinofili. Il farmaco, quindi, funziona un po' come un estintore per spegnere 'l'incendio' dell'infiammazione che è alla base dell'asma: bloccare l'interleuchina 5 si traduce in un migliore controllo della malattia in quei pazienti che non rispondevano bene ad altre terapie.

"Infine - concludono gli autori dello studio - è possibile, con un semplice prelievo di sangue nel paziente, misurare la quantità di eosinofili e utilizzare questo dato per selezionare le persone che hanno un'asma grave con alti livelli di questi globuli bianchi e che non rispondono alle terapie. Questi pazienti sono quelli che avrebbero il maggiore beneficio da una terapia con reslizumab per il controllo della loro asma. Significa avvicinarsi sempre più verso la medicina personalizzata, dove la terapia è cioé scelta su misura per ogni singolo paziente, per ridurre al minimo gli effetti collaterali ma soprattutto per massimizzarne i benefici".

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