Palazzo venduto sottoprezzo, chiesti danni a Garavaglia

Pm Corte Conti Lombardia, fu regista operazione sede Ats Milano

   Altra tegola per il viceministro leghista all'Economia Massimo Garavaglia. La Procura della Corte dei Conti della Lombardia gli ha infatti notificato un invito a dedurre, l'equivalente dell'avviso di chiusura indagini nel processo penale, contestando a lui e ad altre persone un ingente danno erariale per una vicenda che risale a quando era assessore lombardo e che riguarda la "vendita sottoprezzo" e la locazione dello storico Palazzo Beretta, ceduto da Ats Milano a Cassa Depositi e Prestiti.

   Un danno quantificabile tra 2 milioni e 13 milioni di euro per la vendita a cui si aggiunge un danno di oltre 6 milioni per il pagamento dell'affitto della palazzina di Corso Italia dove la ex Asl ha tuttora gli uffici. Come si legge nell'atto, Garavaglia, sarebbe stato il 'regista' della compravendita sulla quale i pm milanesi avevano aperto una indagine poi archiviata e che è proseguita solo sul fronte contabile con il procedimento che coinvolge anche Walter Bergamaschi, all'epoca direttore Welfare della Regione Lombardia, Walter Giacomo Locatelli, ex dg dell'allora Azienda Sanitaria Locale, e Guido Bonomelli, all'epoca vicedirettore generale di Ilspa. Secondo l'invito a dedurre, l'attuale vice ministro del governo Conte, "pur essendo privo della competenza per materia", avrebbe avuto "un ruolo propulsivo" facendo 'pressioni' per portare a termine la vendita dell'immobile. In sostanza, come si legge nell'atto, avrebbe svolto "di fatto la regia dell'intera operazione, nonostante la posizione di conflitto d'interesse" poiché faceva pure parte del consiglio di amministrazione di Cdp.

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