Pg, Bozzoli non è finito nel forno

'Ma è stato ucciso'. Nipoti vittima accusati omicidio volontario

(ANSA) - BRESCIA, 21 MAG - "Non c'è stato un minimo elemento in tre anni e mezzo di indagine che possa aver fatto ipotizzare la presenza in vita di Mario Bozzoli, che è stato ucciso". Lo ha detto il procuratore generale di Brescia, Pierluigi Maria Dell'Osso, nel corso di una conferenza stampa indetta per parlare della chiusura indagini sul caso dell'imprenditore Mario Bozzoli, svanito nel nulla nella sua azienda l'8 ottobre 2015 a Marcheno, in provincia di Brescia. I nipoti della vittima, Alex e Giacomo Bozzoli, sono accusati di omicidio volontario premeditato e distruzione di cadavere, mentre gli operai Oscar Maggi e il senegalese Abu devono rispondere di favoreggiamento. "Le indagini hanno a lungo visto come baricentro i forni della fonderia, ma le dimensioni non sono compatibili con la distruzione di un corpo umano. La perizia dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo ha escluso il passaggio di un corpo umano nel forno. Il forno è quindi escluso in modo categorico".
    "Secondo la nostra ricostruzione Giacomo Bozzoli avrebbe portato fuori dall'azienda il cadavere dello zio nascosto in un sacco che si usava per le scorie come ne erano presenti tanti in azienda. Per questo non ci sono tracce della vittima sull'auto utilizzata". È quanto riferito dal procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell'Osso ricostruendo le indagini sulla scomparsa di Mario Bozzoli. "Non sappiamo - ha aggiunto - dove possa essere stato portato il morto".

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