Rogo di rifiuti a Milano, 15 arresti

L'incendio nel deposito causò miasmi irrespirabili in città

(ANSA) - MILANO, 27 FEB - La polizia sta eseguendo in diverse regioni un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 persone (di cui 8 in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 3 con l'obbligo di dimora nel comune di residenza) "responsabili a vario titolo di traffico illecito di rifiuti, attività di gestione non autorizzata e intestazione fittizia di beni". Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Dda di Milano, sono partite dall'incendio del capannone della 'Ipb' in via Chiasserini 104, a Milano, distrutto nel rogo divampato il 14 ottobre 2018. Durante quell'incendio dal sito di stoccaggio si sollevò una colonna di fumo nera visibile da chilometri, e per molti giorni a seguire l'aria fu irrespirabile nella zona e a causa del vento con i miasmi che arrivarono fino al centro della città.
  Sono 37mila le tonnellate di rifiuti smaltiti illegalmente dal gruppo criminale scoperto dall'indagine "Velenum" della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, si tratta di rifiuti indifferenziati urbani, il 38 per cento proviene dalla Campania. Secondo quanto accertato dal procuratore aggiunto Alessandra Dolci e dai sostituti Silvia Bonardi e Donata Costa, sui conti della società I.P.B. Italia Srl sarebbe transitato un guadagno di 1.086.000 euro, cifra che è stata oggetto di sequestro preventivo. Ancora da quantificare, invece, il ricavo illecito delle altre società coinvolte. Tra i destinatari dei provvedimenti giudiziari, ci sono imprenditori, amministratori e gestori di società operanti nel settore dello stoccaggio e smaltimento rifiuti, intermediari e responsabili dei trasporti. Alcuni hanno precedenti per smaltimento illecito di rifiuti.  

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