Pg ricorre contro proscioglimento Sala

Per accusa abuso ufficio su alberi. Deciderà Corte d'Appello

La Procura generale non molla. E, come preannunciato nelle scorse settimane, presenta il ricorso contro il proscioglimento dell'ex commissario straordinario di Expo nonché attuale sindaco di Milano Beppe Sala e dell'ex manager Angelo Paris, accusati di abuso di ufficio per la fornitura di seimila, tra alberi e arbusti, come arredi del sito espositivo della manifestazione che nel 2015 in pochi mesi ha fatto registrare oltre 21 milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Stamane, infatti, i sostituti procuratori generali Massimo Gaballo e Vincenzo Calia hanno depositato l'atto con cui chiedono, in base alle nuove norme, alla Corte d'Appello di ribaltare la decisione con cui lo scorso marzo, al termine dell'udienza preliminare, il gup Giovanna Campanile aveva dichiarato il non luogo a procedere con la formula "perchè il fatto non sussiste" nei confronti di Sala e Paris e quindi insistono con la richiesta di processo.

I due pg hanno innanzitutto ravvisato, da parte del giudice, la violazione dell'articolo 425 del codice di procedura penale che prevede il proscioglimento solo quando sussiste l'assoluta "inutilità del dibattimento". Dibattimento che per loro, invece, è necessario in quanto ritengono che il caso debba essere vagliato da un collegio anche perché, a loro avviso, nel capitolo relativo al 'verde', parte del maxi appalto per la Piastra dei Servizi, sarebbero state commesse, a differenza della lettura data dal gup, irregolarità. Come emerge dal ricorso della Procura Generale, guidata da Roberto Alfonso, Sala avrebbe travalicato i limiti dei poteri di deroga di cui godeva in virtù del suo ruolo di commissario unico per l'Esposizione Universale.

Poteri che avrebbe usato in modo improprio applicando la deroga prevista dal codice degli appalti per i servizi, per la quale era possibile l'affidamento diretto, ad una fornitura per la quale, invece, avrebbe dovuto indire una gara pubblica. E facendo ciò, avrebbe violato "intenzionalmente" norme italiane e comunitarie e pure l'articolo 2384 del codice civile. In base a quest'ultimo c'era un limite fino a 3 milioni di euro di valore per gli affidamenti, mentre il contratto per la fornitura di "essenze arboree" ha riconosciuto alla Mantovani, che già si era aggiudicata la gara la Piastra, un importo di 4,3 milioni. In questo modo l'impresa sarebbe stata favorita indebitamente con "danno grave" per Expo, poiché ha subappaltato "all'Ati Zelari-Euroambiente" a un "costo inferiore a 1,7 milioni". Oltre a ciò, per i due pg, e' tra l'altro irrilevante, sotto il profilo penale, un altro motivo del proscioglimento indicato dal gup e cioè il fatto che l'"operato" di Sala e Paris abbia "trovato pieno riscontro nelle determinazioni del Cda" della società. Ora la palla passa alla seconda Corte d'Appello che dovrà fissare un'udienza in camera di consiglio per la discussione delle parti (simile ad una nuova udienza preliminare) e poi potrà decidere di confermare il proscioglimento con un'altra sentenza o di rinviare a giudizio il sindaco e Paris. La decisione, qualsiasi essa sarà, potrà essere impugnata in Cassazione.

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