Furto Rubens e Renoir, cinque arresti

Cc di Monza, valore quadri circa 26 milioni di euro

Hanno vestito i panni di rispettabili uomini d'affari, uno fingendosi rabbino, l'altro spacciandosi per un diplomatico israeliano, e hanno affittato un ufficio sopra il consolato albanese a Monza. Così erano riusciti a derubare due galleristi di un Renoir e un Rubens che avrebbero promesso di pagare circa 26 milioni di euro. Dopo un anno e due mesi di indagine, i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Monza li hanno arrestati, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare insieme ad altre tre persone. Altri due i complici denunciati. I due galleristi non sono però ancora riusciti a tornare in possesso dei due quadri, "La sacra famiglia" di Peter Paul Rubens e "Le fanciulle sul prato" di Jean Renoir, rubati dai malviventi che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori coordinati dal pm di Monza Salvatore Bellomo, in gruppo e ognuno con un compito diverso, avevano architettato tutto nel dettaglio.

Per finalizzare la presunta vendita, il falso rabbino e il falso diplomatico si sarebbero serviti di un terzo complice per i contatti preliminari con i due galleristi, il quale si sarebbe spacciato per il direttore dello "Sporting club" di Segrate (Milano), nonché 'grande amico' dei due falsi acquirenti. Il giorno dello scambio, i due galleristi, l'uno titolare di due gallerie, una a Cagliari e la seconda a Londra, l'altra con una galleria ad Arona (Novara), hanno incontrato i ladri all'interno di un ufficio affittato a Monza, in via Quintino Sella, sopra la sede del consolato dell'Albania. Mentre uno dei due ladri caricava i quadri su un furgone bianco, l'altro, con la scusa di preparare un caffè, è riuscito a distrarre i due galleristi.

Poi con un pretesto ha raggiunto il complice e insieme sono scappati. Si tratta di un 54enne croato residente a Trezzano sul Naviglio (Milano) e di un monzese di 52 anni, aiutati dal fratello di quest'ultimo, 59 anni. Sono stati loro i primi tre ad essere individuati dai carabinieri e che, per quanto da loro messo in piedi, sono stati arrestati e rinchiusi in carcere a Monza. Inoltre i carabinieri hanno arrestato, ma ai domiciliari, anche un 62 enne di Vigevano (Pavia) e un 33 enne di Seregno (Monza), rispettivamente padre e figlio, i quali avrebbero messo a disposizione dei complici utenze telefoniche e supporto logistico per realizzare il furto. L'inchiesta ha permesso anche di individuare altri due presunti complici, un 60enne bresciano e un 80enne milanese, denunciati a piede libero. Come precisato dal maggiore dei carabinieri Francesco Provenza, le indagini proseguono per risalire ai due dipinti, sui quali poi dovranno essere eseguiti tutti gli accertamenti del caso per validarne l'autenticità

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