Parte civile e pm, no a istruttoria esplorativa

Per esperto i due siti consultati non sono pedopornografici

Yara: pm e parte civile contrari 'istruttoria esplorativa

' 'No a testi irrilevanti'. Per difesa sono circostanze importanti

   (dell'inviato Stefano Rottigni)

   (ANSA) - BERGAMO, 30 MAR - La difesa di parte civile l'ha definito il tentativo di una "istruttoria esplorativa", ovvero alla ricerca di qualcosa, una sorta di diversivo. E così la pensa il pm Letizia Ruggeri che vuole l'esclusione di tutta una serie di testi che dovrebbero riferire su "circostanze che nulla hanno a che vedere con il capo d'imputazione" che rimane l'omicidio di Yara Gambirasio per il quale è imputato Massimo Bossetti. Per i difensori del carpentiere e muratore di Mapello si tratta invece di testi che "sono importanti, anche solo per una prova negativa" della partecipazione di Bossetti al delitto. Resta di fatto che nell'udienza nell'aula della Corte d'assise di Bergamo oggi si è assistito a una lunga teoria di testimoni il cui leitmotiv è stato: "Non ho conosciuto Yara, non ho mai conosciuto Bossetti" e quel pomeriggio del 26 novembre 2010, quando la tredicenne scomparve dal centro sportivo di Brembate di Sopra, nessuno notò "qualcosa di strano". Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, sostengono, però, che questi testimoni sono le loro "telecamere": se nessuno ha visto Bossetti, lui non c'era (nella ricostruzione dell'accusa, però, la tredicenne fu presa fuori dal palazzetto) e il loro tentativo, nemmeno troppo nascosto, è quello di valorizzare possibili, altre piste. Chiedono, infatti, di sentire, per esempio, una professionista che ha lo studio praticamente nel palazzetto e che, alle 18.30 del 26 novembre del 2010 "fu molestata" da una persona che frequentava il centro. Chiedono siano sentiti i famigliari di Silvia Brena, una delle insegnanti di ginnastica ritmica di Yara il cui Dna fu trovato sulla manica del giubbotto che indossava la ragazza uccisa, anche se le indagini effettuate, con intercettazioni, hanno già escluso che la donna avesse avuto un ruolo nella tragedia. Sottolineano anche il fatto che un compagno di catechismo di Yara che nel 2010 ebbe 109 contatti con il cellulare della ragazza non sappia spiegarli. Anche perché in rubrica non aveva il numero di Yara. I legali vogliono anche sia sentito un sacerdote che interpreti i segni che Yara aveva sul corpo e che per il pm erano, invece, inequivocabili ferite. Sollecitano siano sentiti altri frequentatori della palestra, ma il pm si oppone perché "è irrilevante sentire una processione di persone che vengono a dire che non sanno e non hanno visto nulla". Oggi ha deposto anche il consulente informatico della difesa, Giovanni Bassetti. Pur condividendo la correttezza metodologica dei carabinieri del Racis e dei consulenti del pm che analizzarono il contenuto dei due computer di casa Bossetti ha cercato di "contestualizzare" le ricerche a sfondo pornografico ("non pedopornografico", ha sottolineato) riguardanti tredicenni e ragazzine. Ha spiegato che quella del 29 maggio 2014 riguardante ragazze e loro particolari intimi era sì una digitazione attribuibile all'utente, ma non certamente a Massimo Bossetti. Complessivamente, dalla sua analisi "non sono emerse evidenze che facciano pensare a un particolare interesse" a tredicenni o a ragazzine.(ANSA).

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