Tangenti, altri 2 giudici tributari arrestati a Milano

Gip, Vassallo 'aggiusta processi'. Pm,ammissioni ma non è finita

Terzo giro di arresti nell'inchiesta della Procura di Milano sui processi tributari che sarebbero stati "aggiustati" da giudici compiacenti. E terza ordinanza di custodia cautelare per Luigi Vassallo, avvocato di origine siciliana e giudice tributario detto, come si legge negli atti, "l'aggiusta processi" e ritenuto al centro di questo "sistema" di mazzette che sarebbero servite per pilotare alcuni procedimenti fiscali, orientandoli a favore, in particolare, di imprenditori. Un sistema definito "ramificato" dal procuratore facente funzione di Milano Pietro Forno, ma che si sta 'incrinando' grazie anche alle prime confessioni.

E' il caso del titolare della Swe-co Luigi Ballarin, finito nell'inchiesta per aver cercato di aggiustare le sue pendenze grazie all'interessamento di Vassallo e dei presunti complici e che ha svelato il metodo corruttivo utilizzato per il suo caso, aiutando gli inquirenti nelle indagini, coordinate dai pm Eugenio Fusco e Laura Pedio, che riguardano un'altra quindicina di procedimenti. E grazie alla "contabilità 'nera' relativa a pratiche riservate" trovata a Vassallo, spiega la Procura, "saremo a breve in grado di ricostruire ulteriori episodi corruttivi". In questa tornata di arresti sono finiti ai domiciliari altri due giudici, il commercialista Luigi Pellini e l'avvocato Gianfranco Vignoli Rinaldi, il primo giudice tributario di una commissione regionale, mentre il secondo di una commissione provinciale.

Insieme a loro è stato arrestato l'imprenditore Matteo Invernizzi, contitolare della Eurocantieri, che avrebbe pagato in totale 60mila euro per ottenere sentenze a lui favorevoli. A fine gennaio era stata arrestata anche Marina Seregni, altra componente di commissione tributaria che si sarebbe prestata ad aggiustare i processi 'presi in cura' da Vassallo. A tutti i colleghi delle commissioni che si prestavano al gioco nei rispettivi procedimenti da pilotare, Vassallo avrebbe retrocesso 5 mila euro, com'è emerso dalle indagini del Nucleo di Polizia tributaria della Gdf: sia a Seregni per le cause che interessavano le società Swe-co e Dow Europe, sia a Pellini e Vignoli Rinaldi per Eurocantieri. Una tariffa fissa per quelli che potrebbero essere definiti i 'giudici da 5 mila euro'. I soldi passavano di mano nascosti in insospettabili "cesti natalizi", secondo la ricostruzione della segretaria di Vassallo, teste 'chiave' del procedimento, che vede tra gli indagati anche un ex militare della Gdf, Agostino Terlizzi, che avrebbe messo in contatto il legale di Invernizzi con Vassallo, ricevendo anche lui 5000 euro. Le indagini, infatti, si concentrano anche su altri "mediatori" e "facilitatori". L'inchiesta milanese, tra l'altro, corre in parallelo a quelle delle Procure di Catania e di Roma, che hanno portato all'arresto di altri giudici per quello che appare sempre più come un'operazione su larga scala di trasparenza nelle commissioni tributarie. Dall'ordinanza firmata dal gip Manuela Cannavale emergono una serie di dettagli ulteriori rispetto a ciò che era già venuto alla luce nelle prime due già emesse: era lo stesso Vassallo che scriveva le sentenze da aggiustare, pur non essendo coinvolto direttamente nelle commissioni tributarie che dovevano giudicare le varie cause.

L'ex giudice tributario era anche molto preciso nel tenere la sua contabilità 'nera'. Su due delle tante buste già sequestrate a fine gennaio in due cassette di sicurezza (in totale sono stati trovati 267 mila euro circa) erano annotati i riferimenti "Matteo" e "Inv", che hanno permesso agli investigatori di risalire a Matteo Invernizzi grazie anche agli elementi di conferma forniti dalla segretaria di Vassallo. Sulle stesse buste Vassallo annotava, usando una tabella, delle cifre che facevano riferimento ai soldi ricevuti e altre cifre con i nomi dei colleghi giudici cui andavano parti dei soldi per la partecipazione a questa attività e l'indicazione del netto che sarebbe rimasto a lui. Per la Procura non è finita qui: il "sistema corruttivo" presto "interesserà altre persone, giudici tributari, imprenditori, mediatori che approfittano della propensione" di alcuni imprenditori "a ricorrere a scorciatoie". Scorciatoie che non sempre portavano al risultato sperato poiché, in alcuni casi, "le decisioni favorevoli 'comprate' sono state ribaltate nei successivi gradi di giudizio". 

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