Martina pronta a rispondere su Alex

In appello caso Barbini. In procedimento minori, 'paura di lui'

Martina Levato, dopo 14 mesi di carcere e due condanne a 14 e 16 anni, è pronta, salvo ripensamenti e colpi di scena che nella vicenda della presunta "banda dell'acido" non sono mancati, a rispondere alle domande sul ruolo e sulle responsabilità di quello che ormai è diventato per lei il suo ex amante, il broker Alexander Boettcher. Lo aveva scagionato nelle prime dichiarazioni dopo gli arresti del 28 dicembre 2014 e poi si era sempre avvalsa della facoltà di non rispondere sui punti che lo riguardavano e ora avrebbe deciso di parlare, e probabilmente nel processo d'appello, del blitz ai danni dell'ex fidanzatino Pietro Barbini. Potrebbe, dunque, aggravarsi ulteriormente la posizione di Alex, già condannato anche lui a 14 anni per il caso Barbini e alla sbarra per associazione per delinquere, dopo che i legali degli altri giovani aggrediti (Stefano Savi, Giuliano Carparelli e Antonio Margarito) sono riusciti ad ottenere l'estrapolazione dallo smartphone del broker di video, foto e chat che potrebbero incastrarlo sempre più dal punto di vista probatorio.

Oltre ad evidenziare tratti di "sadismo puro", come ha affermato in aula il pm Marcello Musso. E la stessa difesa di Martina, con il legale Alessandra Guarini, sta cercando di avere a disposizione, anche ai fini processuali, il nuovo materiale depositato. Intanto, da quanto si è appreso, nel procedimento davanti al Tribunale per i minorenni che dovrà decidere il destino del figlio, nato lo scorso Ferragosto, di Martina (lei e i suoi genitori sono rappresentati dal legale Laura Cossar) e di Alex (lui e sua madre dall'avvocato Valeria Barbanti) la ragazza avrebbe detto, nell'ambito della consulenza tecnica affidata dai giudici a periti psichiatri, di aver "chiuso" la relazione con Alex ed anzi di avere anche "paura" di lui. Assistita, come consulente di parte, dallo psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet, l'ex bocconiana vuole separare il suo percorso da quello di Alex anche nel procedimento minorile, anche se certamente, come ripete, lui resta il padre del piccolo. Per fine marzo è fissato un incontro in carcere tra la coppia e il bimbo alla presenza degli psichiatri nominati dai giudici minorili. Interrogata, lo scorso novembre, davanti al gup Roberto Arnaldi nel processo abbreviato 'bis' Levato (che ha confessato i casi Barbini e Carparelli e nega i blitz contro Savi e Margarito), aveva scelto di non rispondere alle domande che riguardavano le responsabilità di Boettcher, che si è sempre proclamato innocente, tirando in ballo spesso il ruolo di Andrea Magnani, presunto basista condannato a 9 anni e 4 mesi.

Qualche settimana fa, però, la ragazza ha deciso di sospendere i colloqui settimanali che aveva con Alex a San Vittore e ha iniziato quello che l'avvocato Guarini ha definito un "percorso di distaccamento e di liberazione" dall'ormai ex amante. E ora avrebbe deciso di parlare e probabilmente potrebbe farlo davanti ai giudici della terza sezione penale della Corte d'Appello nel processo che inizierà il prossimo 7 aprile, anche a carico di Alexander. L'avvocato Guarini ha chiarito che si tratta della "prosecuzione di quella linea di accertamento della verità" che la ragazza aveva già intrapreso nell'abbreviato 'bis'. Anche quando aveva deposto come testimone nel processo in corso per Alex, comunque, la ragazza aveva scelto di non rispondere alle domande sul suo ruolo, salvo attribuirgli una sorta di responsabilità "di coppia" che l'aveva portata a compiere i reati. Ora, invece, ha anche scritto in carcere una serie di lettere per "liberarsi" di lui. (ANSA).

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