I Bossetti fecero fare test dna privato

Oggi in aula scintille fra il consulente della difesa e il pm

(ANSA) - BERGAMO, 12 FEB - Al processo a carico di Massimo Bossetti è emerso che nell'estate 2014 la famiglia del muratore (imputato per l'omicidio di Yara Gambirasio) , per vederci chiaro, aveva commissionato privatamente un'indagine all'Università di Torino perché verificasse la paternità di Giovanni Bossetti verso l'imputato e si è avuta la conferma che Massimo Bossetti non è figlio naturale di quello che era considerato suo padre.
    In aula (27ma udienza) ci sono state scintille fra il consulente e genetista della difesa Marzio Capra e il pm Letizia Ruggeri. Tanto che il genetista, quasi urlando, ha protestato con il pm dicendo che non doveva permettersi di mettere in dubbio le sue capacità professionali perché lui "ha pieno titolo per studiare il Dna". Capra ha criticato il lavoro del Ris proprio sul Dna e ha sollevato la questione dei due profili genetici, denominati Donna1 e Uomo2, rintracciati sui guanti di Yara. Il genetista non ha capito perché non si è indagato di più su questi due profili. Sempre in aula, Sarah Gino, medico legale esperto in Genetica forense e consulente della difesa, ha detto che sotto la felpa di Yara c'erano formazioni pilifere che non potevano essere state trasportate successivamente e 11 profili genetici tutti significativi. Secondo Gino sono tutte tracce che avrebbero meritato maggiori approfondimenti. 

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