Fisco, Diana Bracco rinviata a giudizio

Secondo l'accusa la vicepresidente di Confindustria avrebbe commesso una frode da oltre un milione

Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria, è stata rinviata a giudizio con le accuse di dichiarazione fraudolenta dei redditi e evasione fiscale, reati che avrebbe commesso in qualità di presidente del Cda di Bracco Spa. Lo ha deciso il gup Alessandro Santangelo, accogliendo la richiesta di processo del pm Giordano Baggio e mandando a processo altri due imputati. Un altro imputato invece ha patteggiato una multa da 45 mila euro. Secondo l'accusa, Bracco avrebbe commesso una frode fiscale da oltre un milione di euro.

"Andremo a dibattimento e ci difenderemo, anche perché questa è una questione che non ha rilevanza penale e non ci sono reati". Lo ha spiegato l'avvocato Giuseppe Bana, legale di Diana Bracco, dopo la decisione del gup di Milano che ha rinviato a giudizio il vicepresidente di Confindustria e presidente della Bracco spa per dichiarazione fraudolenta dei redditi e appropriazione indebita. L'avvocato Bana ha anche chiarito che in udienza preliminare il gup "ha spazi limitatissimi per arrivare ad una valutazione nel merito e al proscioglimento". Il legale ha più volte sottolineato in passato come "il fatto non ha rilevanza penale e la mia assistita ha già ampiamente risolto la questione inerente alla posizione fiscale". Tanto che oggi il gup ha disposto il dissequestro di oltre 1 milione di euro che erano stati sequestrati lo scorso marzo. 

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