Azienda Bozzoli verso il dissequestro

Entro metà gennaio dalla fonderia saranno tolti i sigilli

La Bozzoli di Marcheno può riaprire. Lo ha deciso la Procura di Brescia, con il sostituto procuratore Alberto Rossi pronto a firmare il provvedimento di dissequestro dell'azienda dove l'8 ottobre scorso è stato visto vivo l'ultima volta l'imprenditore Mario Bozzoli. Entro metà gennaio saranno tolti i sigilli dalla fonderia che è sotto sequestro dal 13 ottobre. Da lunedì inizieranno i lavori di spostamento in un'unica zona dei capannoni del materiale che l'anatomopatologa Cristina Cattaneo ancora non ha terminato di analizzare.

Nel frattempo non sono stati ancora fissati gli interrogatori di Alex e Giacomo Bozzoli, nipoti dell'imprenditore scomparso e indagati insieme a due operai per concorso in omicidio volontario e distruzione di cadavere. Sentita invece in Procura l'ex moglie brasiliana di Giuseppe Ghirardini, l'addetto ai forni della fonderia scomparso sei giorni dopo il suo datore di lavoro e poi trovato cadavere. La donna, arrivata dal Brasile si trova ancora a Brescia. Ascoltata come persona informata sui fatti ha spiegato di non credere al suicidio dell'ex marito. Alla donna è stato anche chiesto conto delle nove telefonate ricevute da Ghirardini, e alle quali non ha risposto, la sera prima della scomparsa dell'operaio.

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