Ora a Milano si apre la corsa al successore

La rinuncia del sindaco riapre i giochi anche sulla coalizione

(di Pierpaolo Lio) (ANSA) - MILANO, 22 MAR - Dopo settimane di voci, l'annuncio di Giuliano Pisapia di non volere un secondo mandato apre ufficialmente nel centrosinistra la caccia al successore. Non solo: da definire saranno ora anche i contorni della coalizione.
    Perché con il passo indietro del sindaco, viene meno anche il 'garante' di quell'ampia maggioranza che ha finora governato la città. E da studiare, per entrambe le partite, saranno mosse e strategie del principale 'azionista', il Pd.
    Nonostante l'ufficialità sia arrivata soltanto oggi, non sono mancate finora ipotesi e sussurri sull'identikit del possibile prossimo candidato per Palazzo Marino. Un 'toto-nomi' che da oggi non potrà che subire un'accelerata. La rosa è ampia e spazia dal parlamentare milanese Emanuele Fiano (ma anche la collega Lia Quartapelle) all'assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino, fino a Umberto Ambrosoli, ora consigliere regionale civico. Ma molti scommettono nel 'papa straniero': un nome a sorpresa che sarebbe già nella testa del premier e segretario dei Democratici, Matteo Renzi. In questo caso, si fanno i nomi del numero uno di Expo, Giuseppe Sala, del finanziere Francesco Micheli e quello del direttore della Stampa, Mario Calabresi. In passato si era vociferato anche del direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli. La scelta, ha spiegato Pisapia, a meno di una "candidatura unanime", dovrebbe passare per le primarie. Uno strumento che oggi ha definito "non un totem", viste le ultime prove, ma a cui il sindaco deve personalmente tanto e che inoltre "sarebbe un modo per fare scegliere dal basso", per rimotivare il popolo del centrosinistra.
    E qui si arriva all'altra incognita che la scelta di Pisapia mette sul campo e su cui si vedrà quanto i dem avranno intenzione di far pesare il loro oltre 40 per cento raggranellato alle ultime Europee in città: i confini della coalizione. L'ampio rassemblement 'arancione' guidato fino a oggi dal primo cittadino pare destinato a perdere pezzi. E' cosa ormai quasi certa che Rifondazione comunista sia stata tagliata fuori. Ora resta da capire quanto il Pd pensi di contare, a sinistra, su Sel e quanto forte sia invece la tentazione di guardare al centro, anche solo a liste civiche moderate, per sfidare un centrodestra anch'esso privo ancora di un nome (il leader leghista Matteo Salvini?) e di un'alleanza.(ANSA).
   

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