Basket: Ea7 demansiona consulente

E Hruby fa causa a blog che lo chiama 'menagramo d'un menagramo'

(ANSA) - MILANO, 17 SET - La definizione ''menagramo d'un menagramo'' non è solo una citazione del film 'Il secondo tragico Fantozzi''. Può causare anche ''sofferenza ed imbarazzo'' e danni patrimoniali e non patrimoniali quantificabili in 145mila euro, dovuti anche alla perdita di contratti importanti con l'Ea7 Olimpia Milano e Dan Peterson. E' questa la cifra che Giampiero Hruby, noto personaggio della pallacanestro italiana, ha chiesto all'autore del blog 'Io e l'Olimpia' Matteo Refini per aver accostato ''capziosamente la persona e la figura professionale del concludente alla iettatura, alla sventura superstiziosa e al malocchio''.

Inizierà il prossimo 23 settembre il processo che vede tra le prove principali una lettera firmata da Livio Proli, allegata all'atto di citazione, in cui l'allora presidente dell'Ea7 spiega che sono le ''infamanti derisioni e/o sarcastiche ironie'' apparse negli ''imbarazzanti articoli'' di Matteo Refini ad aver convinto la società milanese nell'agosto del 2013 a rivedere il contratto di consulenza stipulato con Hruby, proponendogli ''altro incarico con minore 'visibilità''. ''Pur non condividendo un solo rigo di quanto pubblicato'', Proli sottolinea che ''il prestigio del gruppo, oltre ai prioritari valori dei messaggi diffusi, non può prescindere da ciò che in concreto, colpevolmente o meno, viene recepito da appassionati, addetti ai lavori e semplici tifosi''.

Scrive invece Dan Peterson nella mail in cui revoca a Hruby il mandato per la gestione dei suoi interessi sportivi: ''Sono molto preoccupato per la mia immagine e la mia carriera a causa del dispregio della tua reputazione (iattura, malocchio, ecc.) che, purtroppo, con costanza preoccupante, ti è arrivata su uno dei siti internet più importanti per quanto riguarda la pallacanestro italiana e questa zona in particolare,
ioelomlimpia.com, con articoli firmati da Matteo Refini''.

Allenatore e poi procuratore, editore e consulente da trent'anni nel basket professionistico, Hruby ha fatto causa sia penale che civile al blogger milanese definito ''sciagurato autore degli articoli'' e accusato di
''una devastante campagna denigratoria'' fondata sul ''sapere superstizioso che è circostanza certamente idonea a condurre a ingiustificate emarginazioni''. 

Enrico Cassì, legale di Hruby (nonchè consulente legale dell'Ea7), cita inoltre le recenti sentenze della Cassazione in merito e ricorda ''la straordinaria ed oggettiva invasività della superstizione nello sport''. ''L'accostamento alla iattura e al malocchio - scrive - è il più vile e devastante degli attacchi personali dal quale peraltro è impossibile difendersi''. E in questo caso, sottolinea l'avvocato Cassì, ''i fatti risultano vieppiù aggravati dalle potenzialità della diffusione web'', dato che 'Io e l'Olimpia' viene definito nell'atto ''il più seguito portale web della pallacanestro italiana''.

Per gli avvocati Vanni Ribechi e Pietro Cafagna, legali di Matteo Refini, i documenti dell'Ea7 e di Peterson sono ''chiaramente confezionati ad hoc ed a posteriori, appositamente per l'odierno contenzioso" e non sono altro che ''una cortesia'' di Proli e Peterson, come dimostrano le date dei documenti e le mansioni che Hruby ha continuato a svolgere. Spiegano inoltre che 'Io e l'olimpia' è semplicemente il blog personale di un tifoso, e non una testata giornalistica, ben lontano dal poter essere definito 'il più importante portale della pallacanestro italiana''. Infine, ''l'accezione "menagramo d'un menagramo", chiaramente ironica, non è mai riferita a Hruby'' ed è giusto una citazione de "il secondo tragico Fantozzi".

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