Minoranze, Piano sanitario non risolve i problemi

Pd e M5s contro 'privatizzazione e sprechi'

Le opposizioni in consiglio regionale hanno ribadito oggi le critiche al piano socio sanitario triennale che si vota in assemblea. Fabio Tosi (Mov5Stelle) è intervenuto chiedendo conferma all'assessore alla sanità Sonia Viale sul blocco degli atti di programmazione delle asl liguri da parte di ALiSa avvenuto, secondo alcune notizie di stampa, nei giorni scorsi e su alcuni emendamenti presentati dalla giunta oggi in aula che riguardano, fra l'altro, un ruolo diverso per l'emergenza nell'ospedale di Rapallo rispetto alla versione originaria del Piano. Gabriele Pisani (Mov5Stelle) ha avanzato perplessità sulle audizioni delle associazioni in commissione, che non avrebbero evitato il successivo malcontento manifestato in aula la settimana scorsa dagli operatori del settore disabili. "Questo Piano ha un indirizzo vago, a tratti astratto senza un cronoprogramma chiaro e preciso" ha aggiunto Pisani. Luca Garibaldi (Pd) ha criticato il Piano che ha "una sostenibilità economica incerta, non definita nei numeri" e ha aggiunto: "apre ai privati in maniera indiscriminata". Il consigliere ha ribadito che il documento non affronta in maniera concreta il nodo della riduzione delle liste d'attesa e delle fughe sanitarie fuori Liguria. Il consigliere si è soffermato in particolare sull'Asl 4 e sull'ospedale di Rapallo, sottolineando che sul futuro del nosocomio la maggioranza procede per tentativi con continui aggiustamenti rivelando l'assenza reale di programmazione. Francesco Battistini (Rete a Sinistra / Liberamente Liguria) ha esordito dichiarando che "è difficile fare una replica in aula quando dalla maggioranza non è arrivata nessuna osservazione alle nostre relazioni di minoranza, critiche sul Piano. Nel Libro bianco ci sono dati che non sono stati usati in questo Piano" ha aggiunto il consigliere rilevando che in quel documento venivano segnalate carenze di personale a cui il Piano non avrebbe dato risposta: "Nel Piano c'è solo un programma di tagli e non c'è nemmeno chiarezza per indicare dove si andrà a tagliare. In realtà si taglierà non sui dirigenti, che anzi sono cresciuti, ma sul personale operativo in cui, invece, si dovrebbe spendere e investire per avere un servizio migliore". Sergio Rossetti (Pd) ha dichiarato: "Mi associo alla difficoltà di parlare in replica in assenza di una discussione da parte dei colleghi del centro destra e credo che questo silenzio sia causato da un evidente imbarazzo". Rossetti ha criticato ALiSa: "Doveva essere un soggetto di programmazione che avrebbe dovuto sciogliere i nodi, invece complica la vita delle asl". Rossetti ha rilevato inoltre i forti ritardi con cui viene pagato il fatturato delle aziende, che sono costrette a ricorrere a prestiti e pagare, così, interessi bancari. Il consigliere ha criticato la riorganizzazione delle autorizzazioni e degli accreditamenti per il mondo delle disabilità e ha chiesto di stralciare questa partita dal Piano. Valter Ferrando (Pd) ha ribadito che era auspicabile superare le 5 asl che, sommate alle aziende ospedaliere e ad ALiSa, salgono a dieci.
    Per Gianni Pastorino (Rete a Sinistra Liberamente Liguria) "il piano non prevede alcun processo di vera riorganizzazione territoriale: si ragiona ancora in termini ospedalieri, mentre poco o nulla è dedicato alle cure domiciliari. Questo nella regione più vecchia d'Europa e con il più alto numero di cronici in Italia. Un piano che non contempla una previsione epidemiologica, e che quindi continua a promuovere un sistema ingessato sui servizi esistenti, non diversificandoli rispetto ai bisogni puntuali del territorio. E infine: manca una visione, suffragata da investimenti concreti, sulla rete delle emergenze e dell'urgenza per quando riguarda cardiologia, traumi e ictus.
    Insomma un piano senza numeri, senza ambizioni, una bussola che non punta da nessuna parte". (ANSA).
   

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