Sì a multa per chi rovista in cassonetti

Accolto emendamento: no sanzione se chi lo fa è in cerca di cibo

Multa da 200 euro a chi rovista nei cassonetti a Genova, ma soltanto se non lo fa per cercare da mangiare. Un emendamento presentato da Mario Mascia (Forza Italia) e Stefano Costa (Vince Genova), e approvato dal consiglio, lima ulteriormente il raggio d'azione della delibera di giunta che modifica il "regolamento di polizia urbana" e che prevede diverse misure per contrastare fenomeni di degrado nelle aree del centro storico, del porto antico e della "city".
    La delibera è stata approvata dal consiglio comunale con 25 voti a favore e 14 contrari (Lista Crivello, Pd, Chiamami Genova e M5S) su 39 presenti. La modifica al regolamento non prevede, invece, alcun "daspo" perché il decreto Minniti prevede che l'ordine di allontanamento possa essere disposto solo nei casi espressamente previsti dal decreto stesso, vale a dire stato di ubriachezza, atti contrari alla pubblica decenza, commercio abusivo o parcheggiatori abusivi.
   Tensione in maggioranza oggi in consiglio comunale a Genova durante la discussione della delibera di modifica del regolamento di polizia urbana che introduce, per esempio, multe per chi rovista nei cassonetti dell'immondizia. Poco prima della votazione in aula il consigliere di Forza Italia Mario Baroni ha chiesto una breve sospensione per permettere lo svolgimento di una riunione di maggioranza. Dopo pochi minuti è iniziata a circolare la voce che Forza Italia potesse votare contro il provvedimento, nonostante fosse stato accolto un emendamento cruciale proposto dal capogruppo Mario Mascia (quello che di fatto esclude la multa a chi rovisti nei cassonetti in cerca di cibo per sfamarsi). Al ritorno in aula, però, lo stesso Mascia ha preso parola per la dichiarazione di voto e ha confermato il sì alla delibera. Che cosa è successo nel corso della riunione lampo? E perché è stata convocata? La causa scatenante sarebbe stata la possibilità ventilata da Lilli Lauro, consigliera comunale e regionale, e coordinatrice provinciale di Forza Italia, di astenersi dal voto e di spingere a fare lo stesso tutto il suo gruppo. Le ragioni sarebbero state da ricondursi in parte a una volontà di astensione avanzata dallo stesso Baroni - e Lauro esigeva compattezza su temi sociali di tale portata - ma anche alla bufera che si è alzata negli ultimi giorni dopo le dichiarazioni, solo in parte smentite, del suo collega di partito e coordinatore regionale di Forza Italia Sandro Biasotti sulla tenuta della maggioranza in Regione. L'ipotesi dell'astensione avrebbe fatto scattare uno scontro acceso, anche se ricomposto in fretta, tra Lilli Lauro e il sindaco Marco Bucci che avrebbe minacciato di togliere la delega ai rapporti istituzionali. Alla fine la maggioranza si è espressa compatta per il sì, 25 consiglieri su 25. 

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