Carige: una terna di nomi per nuovo Dg

In pole position Delmonte, attuale responsabile crediti

Il Comitato nomine di Banca Carige, riunitosi oggi, ha scelto tre nomi di dirigenti interni da sottoporre al Cda di domani per la nomina a direttore generale dopo la revoca delle deleghe di amministratore delegato e direttore generale a Guido Bastianini decisa nell'ultimo Cda. Si tratta di una scelta motivata dalla necessità di stringere i tempi. I nomi saranno presentati domani, e secondo fonti qualificate la scelta cadrà quasi certamente su Gabriele Delmonte, responsabile crediti di Carige, già dg di Carige Italia. Intanto l'istituto genovese ha vissuto un'altra giornata pesante in borsa con il titolo che è arrivato a predere anche fino al 4%.

"Il nuovo amministratore delegato arriverà a giorni. Comunque prima della fine del mese. La ricerca è già in atto". Lo ha detto il presidente di Banca Carige, Giuseppe Tesauro, a margine dell'incontro su "La rinascita delle frontiere. Cosa cambia dopo il codice doganale dell'Unione", in corso di svolgimento nella sede della banca. "Domani la riunione del consiglio affronterà cose di normale amministrazione e assegneremo le deleghe ad interim, perché è uscito l'amministratore delegato".

Escono dal cda di Banca Carige Claudio Calabi, consigliere di amministrazione e presidente del Comitato esecutivo, Alberto Mocchi, consigliere e membro del Comitato Rischi, e Maurizia Squinzi, consigliere di amministrazione, presidente del Comitato rischi e membro del Comitato remunerazione. I tre consiglieri hanno rassegnato le dimissioni dalla carica con effetto immediato, "motivando la propria decisione alla luce della mancata condivisione delle motivazioni e delle modalità che hanno condotto il consiglio di amministrazione ad approvare la sfiducia all'amministratore delegato Guido Bastianini" informa una nota di Banca Carige. Calabi e Mocchi erano entrati nel cda nella lista dell'azionista Volpi, mentre Maurizia Squinzi era stata indicata dall'azionista di controllo Vittorio Malacalza, autore della lettera che chiedeva al consiglio di votare la sfiducia a Bastianini. I tre nella riunione di venerdì scorso avevano votato contro, insieme con Giulio Gallazzi di Assogestioni che sembra però intenzionato a rimanere al suo posto. E la sfiducia era passata con otto voti a favore e quattro contrari. Con l'uscita di Calabi, Mocchi e Squinzi, sale a cinque il numero dei consiglieri dimissionari da sostituire sui quindici totali che formano il cda. I tre vanno ad aggiungersi a Elisabetta Rubini e Paola Girdinio (entrambe entrate in cda nella lista Malacalza) non ancora rimpiazzate.

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