Frase choc su gay: indagato leghista

De Paoli, 'Sono tranquillissimo'

E' stato indagato il consigliere regionale leghista della Liguria Giovanni De Paoli per diffamazione aggravata. Il sostituto procuratore Patrizia Petruziello lo ha iscritto dopo l'esposto presentato dal Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione dopo la frase choc, smentita dallo stesso De Paoli, "se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno", come riferito da testimoni. Lui sempre sostenuto di aver detto "Se avessi un figlio gay non lo brucerei nel forno". "Non sono tranquillo, sono tranquillissimo", ha commentato De Paoli.
    "Adesso però spengo il telefonino, per una settimana non devo parlare con i giornalisti", ha aggiunto.
    De Paoli parlò dei figli gay dopo una riunione di una commissione regionale a cui avevano partecipato i genitori dell'associazione Agedo che riferirono della frase choc.

La decisione della procura di Genova crea un precedente e "apre la strada" ad altri esposti nei confronti di politici per affermazioni omofobe. Lo afferma Cathy Latorre, la legale che insieme al collega Michele Giarratano ha presentato l'esposto contro il consigliere regionale ligure Giovanni De Paoli per le affermazioni sui figli gay. "Visto che non esiste nell'ordinamento italiano una legge specifica - spiega l'avvocato - la procura ha deciso di estendere l'applicazione delle legge Mancino, che prevede l'aggravante per le dichiarazioni razziste anche a quelle omofobe". "Questa è la prima volta ed è un aspetto molto importante. Visto che in Italia manca una legge specifica non siamo mai riusciti a chiedere che venisse indagato un politico che offende una intera categoria", ha osservato Latorre, ribadendo che la decisione della procura di Genova rappresenta "una rivoluzione".
   

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