L'età diventa sempre più fluida, a 30 si teme di invecchiare, a 70 si pensa al corteggiamento

Studio McCann su 29 paesi, anziani sempre meno classificabili come gruppo d'età, conta stile di vita di ciascuno

  • Una coppia di anziani sorridenti. foto Cecilie_Arcurs iStock.

(di Alessandra Magliaro)

L'età diventa sempre più fluida, a 30 anni si teme di invecchiare, a 70 si pensa al corteggiamento. Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) entro il 2050 sarà over-60 una persona su cinque, l'Italia sarà il paese più 'vecchio' dopo il Giappone, ma la fascia di età anziana è sempre meno classificabile in quanto tale perchè per ciascun individuo conta sempre più lo stile di vita rispetto al documento anagrafico. E' quanto emerge da uno studio mondiale condotto da McCann Truth Central sul tema dell'invecchiamento.

24 mila persone, di età compresa tra i 20 ed i 70 anni, hanno risposto a domande relative al passare degli anni ed il risultato è un'immagine lontana dagli stereotipi. Secondo il report Truth about Age in generale le persone di tutte le fasce d'età non stanno rispettando le aspettative tradizionalmente associate alla loro fase di vita. Ecco così che nel campione, due terzi delle persone di circa 70 anni, credono di non essere troppo vecchi per un appuntamento romantico, mentre il 57% dei ventenni ha paura della morte.

Dati globali che si riscontrano anche in Italia dove l'invecchiamento è visto dal 70% dei settantenni, come nel resto del mondo, con un atteggiamento fondamentalmente positivo, che porta più libertà e felicità e che non mina la capacità di mantenere una mente e uno spirito attivi. Le possibili limitazioni fisiche sono una preoccupazione (33% contro 25% media mondo). Sarà forse per questo che in Italia i settantenni fanno più esercizio fisico rispetto alla media mondiale (6 ore alla settimana contro 5) e che in generale oltre i due terzi del totale della popolazione ritiene che il comportamento più importante per invecchiare felicemente sia quello di mangiare il cibo giusto. Dai risultati di Truth about Age viene fuori come la società in questo momento storico vada oltre le categorizzazioni poichè le persone sono collocabili più dentro un modello di vita che non dentro un range di età. "L'invecchiamento non è solo una preoccupazione degli anziani e vivere non è solo un pensiero da giovani" ha commentato Luca Lindner, Global President McCann Worldgroup. Così se due terzi delle persone intorno ai 70 anni si sentono positivi sull'età che passa, diventano più spirituali, liberali ed idealisti rispetto alla controparte più giovane, non deve sorprendere che stanno emergendo nuovi modelli di vivere questa parte della vita: concetti come pensione, nido vuoto, riduzione legati agli anziani, stando allo studio, non sono più attuali. Hanno lasciato il passo a temi come conquista, lifestyle e tempo libero

Come affrontare allora la percezione dell’età in una realtà globale in cui le persone che hanno più paura della morte sono i ventenni, coloro i quali pensano di più all’invecchiamento ne hanno trenta e chi ci pensa meno ne ha 70? Quattro le linee guida estratte dal report McCann.

Uno: Start young! Tradizionalmente la discussione sull’invecchiamento è riservata agli over 50 ma i risultati raccolti indicano che l’invecchiamento è un problema più per i giovani: le persone tra i 20 ed i 30 anni hanno un’attitudine più negativa all’invecchiamento che le persone più adulte (50% vs una media del 43% che scende a 33% nei 70enni). Esiste un’opportunità per iniziare con i giovani un discorso sul futuro.
Due: Festeggiare le conquiste. Troppo spesso ci si concentra sulle perdite associate all’età (dalla riduzione cognitiva alla mobilità limitata) e l’invecchiamento è considerato come un processo negativo. Eppure i dati indicano che la vita diventa più ricca e felice con il tempo. Due terzi delle persone intorno ai 70 anni si sentono positivi sull’età che passa. Diventano più spirituali, liberali ed idealisti nel tempo rispetto alla controparte più giovane. In questo contesto non deve sorprendere che stanno emergendo nuovi modelli di pensionamento. Vale la pena riflettere sul fatto che concetti come “pensione”, “nido vuoto”, “riduzione” legati agli anziani non sono più attuali. Hanno lasciato il passo a temi come “conquista”, “lifestyle”, “tempo libero”.
Tre: Non considerare l’età come un numero. Come già più volte espresso, tutti pensano all’invecchiamento in modo diverso rispetto a qualche anno fa e indipendentemente dalla loro età numerica. Il 19% del campione guarda all'invecchiamento come un viaggio di opportunità illimitate e come crescita personale (Ageless adventurers), il 20% lo vive come un momento di impegno con la comunità e arricchimento dei rapporti personali (Communal Caretakers), il 17% come un processo di maturità e acquisizione delle responsabilità degli adulti (Actualizing Adults), il 20 come declino e perdita della loro giovinezza e vitalità (Youth Chasers) ed infine la parte del campione più spaventata (Future Fearers – 20%) che vede il passare degli anni come un momento di ansia e incertezza dovuta a rischi associati alla vecchiaia. E questa segmentazione offre sicuramente spunti differenti a seconda del Paese di appartenenza. Per esempio, il Cile, il paese con il tasso di invecchiamento più veloce in America Latina, ha la proporzione più alta di Ageless Adventurers (37%) rispetto a qualsiasi paese nel sondaggio. In Italia ci troviamo di fronte ad una situazione polarizzata. Sono infatti i segmenti completamente antitetici a raccogliere la maggioranza degli individui: Future Fearers (43%) e Ageless Adventurers (32%).
Quattro: Promuovere i rapporti intergenerazionali.
C'è un tema coerente che trascende i Paesi quando si tratta di invecchiare bene: trascorrere del tempo con persone di età diversa. Il 70% delle persone dice infatti che è importante stare persone che sono più giovani. Ma molta parte del campione (66%), con una buona sovrapposizione, pensa che è anche importante spendere tempo con persone che sono più vecchie di te. Poi ci sono le curiosità legate alle singole culture. Per esempio, in India si pensa che la chiave per un buon invecchiamento sia essere rispettati dalla società. In UK a fare la differenza è un buon senso dell’umorismo mentre in Giappone dormire il più possibile. E come già evidenziato nel paese del buon cibo e di grandi tradizioni gastronomiche è forse quasi scontato che il comportamento più importante per invecchiare felicemente è quello di mangiare bene!

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