Femminismo, quel che resta del movimento alla youtube generation. VIDEO

La marcia di Washington lo fa tornare attuale, ma le ragazze cosa sanno delle battaglie di allora?

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  • Femminismo! foto d'epoca dal film documentario di Paola Columba
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(di Alessandra Magliaro) La Women's March on Washington, l'immensa storica marcia delle donne che il 21 gennaio ha portato in strada 2,5 milioni di persone in 30 paesi protestando contro il razzismo e il sessismo del neo presidente Donald Trump e per ribadire i diritti alla parità, ha ridato improvvisamente attualità ad un termine che pensavamo perduto: il femminismo. Circa 5 decenni dopo quel movimento che portava in piazza le donne e insieme alle battaglie istituzionali sull'emancipazione determinava in Italia leggi sull'aborto, il divorzio, il diritto di famiglia e in generale lottava per un cambiamento di prospettiva tra i sessi puntando alla pari dignità e uguaglianza, è sconosciuto alla youtube generation, se non misconosciuto perchè etichettato negativamente, travisato.


Lo si vede, con rabbia e tenerezza, in Femminismo!, il film documentario di Paola Columba, prodotto da Baby Films in collaborazione con Centro Produzione Audiovisivi Università degli Studi Roma Tre e Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico passato al Festival Cinema e Donne di Firenze a novembre, e prossimamente in sala. Raccoglie in modo stimolante le voci di studentesse confrontandole con quello che oggi hanno da dire le protagoniste del movimento femminista degli anni '70 e studiose dell'argomento. C'è chi resta muta, chi lo identifica con il movimento precedente di buoni 60 anni delle suffragette, chi pensa non sia necessario in una società liquida, chi lo spiega come movimento di lotta per affermare la supremazia sul maschio, nessuna lo sa infine raccontare.

Femminismo: una parola ignota o vuota soprattutto per le ragazze, magari figlie e nipoti di quelle donne che scendevano in piazza. Come è stato possibile? Come è possibile non aver trasmesso questa eredità? E guardando al futuro ha ancora un senso?

Femminismo! Seq 1 from BABY FILMS on Vimeo.

Un coro di voci affatto nostalgico e neppure al tempo stesso anacronistico. Ci sono brevissime sequenze d'archivio, delle assemblee di quegli anni - scatti di un'epoca che oggi ci appare lontanissima - e spezzoni di film come La storia di Piera di Ferreri ma anche Giovanna di Gillo Pontecorvo. Al di là delle emozioni che può suscitare 'Femminismo' mette al centro un tema ingombrante e con cui facciamo i conti oggi come ieri: la parità.

Dice Lucia Poli ''le ragazze di oggi rifiutano un'etichetta - il femminismo appunto - ma si servono persino inconsapevolmente delle conquiste del femminismo. Le ragazze non vogliono essere sottomesse o subalterne, nessuna di loro oggi lo accetterebbe''.
Emma Bonino non ci sta ''le voglio conoscere queste ragazze che dicono di non essere femministe. Abbiamo lottato per le pari opportunità, questo è stato il femminismo e per mettere in soffitta gli stereotipi uomini/donne, come possono non dirsi femministe?''.

Forse le giovani donne di oggi danno per acquisite certe conquiste, le considerano per sempre e hanno altri 'demoni', che possono essere il lavoro, la vita precaria, ma questo ''sarebbe un grave errore perchè la storia insegna su questo argomento e su altro che nessuna conquista è per sempre'', dice Dacia Maraini che nelle scuole da anni si dedica con grande passione a questi argomenti convinta lei, come tanti altri del resto, ''che è proporio l'educazione alla relazione tra i sessi il primo e più importante obiettivo: far crescere bambini e bambini nella diversità dei sessi e nell'uguaglianza dei diritti e delle opportunità''.

La strada appare lunghissima: la scia di sangue del femminicidio non fa che sbatterci in faccia quanto ancora ci sia da fare nella lotta per la parità vera dei sentimenti, del lavoro, delle relazioni interpersonali e dentro le famiglie. Se, come ricorda la Maraini, il 90% delle violenze non viene denunciato e se lo sfuggire di mano, la perdita di possesso - sia una separazione o altro - può produrre le inaudite violenze degli uomini in una strage di donne che non sembra aver fine, ecco che al di là delle etichette e degli stereotipi il femminismo è una lotta necessaria anche oggi. ''Persino più oggi di allora se abbiamo gli stessi problemi di 30 anni fa e rischiamo di vivere in una Italia peggiore di allora, con una legge 194 perennemente sotto assedio, con la ripresa degli aborti clandestini e con i diritti non più acquisiti''.

Non c'è più da gridare in piazza 'le streghe son tornate' perchè - è una riflessione del post e quindi vale a metà - proprio di quell'accezione negativa abbiamo fatto le spese, ma certo che degli stereotipi non ci siamo davvero liberati ancora. Il corpo delle donne, come il titolo del documentario di Lorella Zanardo che ha fatto scalpore qualche anno fa, è ancora non delle donne come volevamo negli anni '70, piuttosto svenduto nelle chat per qualche likes di popolarità o per una ricarica di cellulare. Non bisogna giudicare le ragazze di oggi che lo fanno perchè il contesto davvero non le aiuta: quello della tv e dei media in genere, dalle pubblicità ai videogiochi, ''siamo massacrate da stereotipi fin da bambine: divisioni di giochi e di colori e giudicate negli atteggiamenti'', dice Lidia Ravera. 

La Women's March on Washington, l'immensa storica marcia delle donne che ha portato in strada 2,5 milioni di persone in 30 paesi protestando contro il razzismo e il sessismo del neo presidente Donald Trump e per la parità, appena il 21 gennaio ci ha indicato che un senso ce l'ha e grande.
Un film documentario di Paola Columba, prodotto da Baby Films in collaborazione con Centro Produzione Audiovisivi Università degli Studi Roma Tre e Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico
passato al Festival Cinema e Donne di Firenze a novembre, e prossimamente in sala raccoglie in modo stimolante le voci di studentesse confrontandole con quello che oggi hanno da dire le protagoniste del movimento femminista degli anni '70 e studiose dell'argomento.

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