Andrea Segrè, educazione alimentare entri nelle scuole. Su spreco c'è più consapevolezza

Dati Waste Watcher, 4 italiani su 5 insegnano ai figli a non buttare il cibo. Nella pattumiera finiscono oltre 8,5 miliardi di euro anno

  • I dati del nuovo sondaggio Waste Watcher – Knowledge for Expo  sulla spreco alimentare in Italia
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  • I dati del nuovo sondaggio Waste Watcher – Knowledge for Expo  sulla spreco alimentare in Italia
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(ANSA) - ''Educazione alimentare è la parola chiave'' l’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market con gli ultimi dati Swg dell'Osservatorio nazionale Waste Watcher coglie l'occasione per ribadire la sua battaglia: ''l'inserimento come materia di insegnamento nelle scuole, affiancata da una capillare campagna di comunicazione per i cittadini''.

Le nuove percentuali evidenziano in positivo una migliorata consapevolezza sul tema, veri e propri progressi nella cultura ambientale del Paese: il rispetto dell’ambiente è una ‘necessita’ per 1 italiano su 2 (52%) ed è innanzitutto ‘un valore’ per il 38% degli italiani. Oggi 4 italiani su cinque (il 77%) insegnano ai loro figli innanzitutto a non sprecare il cibo. E per un italiano su due la parola cibo è sinonimo di piacere (52%).

''Il nostro oro sta nel piatto - dice Segrè che al tema ha dedicato recentemente un libro pubblciato da Einaudi - ma sprechiamo il 45% della frutta e verdura, il 30% del pesce e il 20% della carne, mentre 10 milioni di italiani vivono e si alimentano in condizioni di povertà'', mentre emerge che 1 italiano su 3 è disposto a spendere di più per assicurarsi la qualità del cibo che acquista.

I dati del nuovo sondaggio Waste Watcher – Knowledge for Expo sono illustrati sabato 6 giugno, nel Parco Biodiversità di Expo 2015 – stand Alce Nero Berberè, nell’ambito di “Primo non sprecare”, il primo evento con cibo recuperato direttamente in Expo 2015.

Sul pianeta lo spreco annuo di cibo - dal residuo in campo alla produzione e distribuzione, allo spreco domestico - vale ogni anno una volta e un terzo l’intero PIL italiano, ovvero circa 2060 miliardi € (PIL 2013: 1560 miliardi €). In Italia lo spreco domestico vale lo 0,5% del nostro PIL.

Ma dove si spreca davvero, e perché? «La percezione è falsata – spiega Segrè, nel giorno della Giornata Mondiale per l'Ambiente – Il 36% degli italiani incolpa innanzitutto i supermercati e la grande distribuzione: eppure è nella pattumiera di casa che ogni anno bruciamo cibo per oltre otto miliardi e mezzo di euro. Prevenire, quindi, è molto meglio che punire: la proposta di legge francese colpevolizza un anello della filiera alimentare che da 20 anni ha avviato progetti concreti di recupero delle eccedenze. E infatti lo spreco della distribuzione si attesta al 3,3% dello spreco globale di cibo in Italia».

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