Giovani italiani all'estero, 24 anni in viaggio dall'Australia all'Asia, ''tutto era nuovo, tutto esperienza''

Angelo Zinna viaggiatore-fotografo, ''impossibile riassumere quest'anno che vale mille vite''

  • Il viaggiatore Angelo Zinna
  • Nepal scatto di Angelo Zinna nell'Annapurna Circuit
  • Australia, red centre- credit Angelo Zinna
  • India Angelo Zinna, alba sul Gange
  • Colourful Mountains of Zhangye Danxia, China. Credit Angelo ZInna
  • Cambogia, credit Angelo ZInna
  • Myanmar, Bagan Valley, credit Angelo Zinna
  • Nepal scatto di Angelo Zinna nell'Annapurna Circuit
  • Foto di Angelo Zinna: Sikh Festival, Delhi, India
  • Burma, scatto di Angelo Zinna
  • Nepal scatto di Angelo Zinna nell'Annapurna Circuit
  • Il viaggiatore Angelo Zinna
  • India Angelo Zinna, alba sul Gange
  • Good morning Vietnam, foto di Angelo ZInna

(di Lara Sirignano)

(ANSA) - PALERMO - Chissà se è vero quel che scriveva il poeta francese Edmond Haraucourt: "partire è un po' morire"? Prendiamo Angelo Zinna, 24 anni, di Empoli: padre originario di Enna, trapiantato in Toscana, madre finlandese. Un cittadino del mondo per predisposizione genetica. Quattro anni fa ha staccato un biglietto di sola andata per l'Australia. E da allora non si è più fermato. "Inizialmente mi ero convinto che l'Italia non avesse opportunità per me. - dice - Che la vita era piatta e avevo bisogno di una scossa, ma oggi mi rendo conto che non era così". La verità su un viaggio che ti cambia l'esistenza l'ha capita quasi al termine del percorso. Nessuna fuga. Solo curiosità e voglia di mettersi in gioco.

In Australia trovare lavoro per un ragazzo è facile: con 3000 euro euro messi da parte Angelo prende il volo. Niente telefono. Niente pc. E l'orizzonte di sei mesi se le cose fossero andate bene, tre in caso di insuccesso. "Tutto era nuovo, - racconta - tutto era esperienza, non c'erano cose belle o brutte. Ero completamente perso, ma non importava, perché non stavo andando in nessun posto in particolare". La prima notte la passa in aeroporto. Poi comincia la ricerca dell'ostello. "La prima persona che ho conosciuto -racconta - è stata Jonas, il mio compagno di camera brasiliano che si è presentato come un pick-up artist, un artista del rimorchio. Ha finito per diventare uno dei miei migliori amici. Con lui ho viaggiato in Malesia, Thailandia e Cambogia . E ci sentiamo ancora". In Australia Angelo fa un po' di tutto: il barista, il contadino. Si alza alle 5 per andare a raccogliere l'uva. Poi comincia a lavorare in un ristorante. La paga è alta. E inizia a pensare in grande. Con un fiorentino conosciuto tra i campi compra un pullmino sgangherato. In tre mesi percorrono insieme la costa est e il deserto. Poi Angelo prosegue da solo per 20mila chilometri. E decide di scrivere una guida. "Avevo ancora qualche soldo, - ricorda - comprai un piccolo pc e iniziai a buttar giù delle idee".

Finito l'anno in Australia arriva la Nuova Zelanda. Mesi di autostop. Poi il lavoro. Barista in locale gay, cameriere in un ristorante cinese di lusso e l'incontro con Shennae, che diventerà la sua ragazza. "Ho passato un anno a lavorare come un pazzo per mettere da parte abbastanza soldi per attraversare tutta l'Asia", racconta. Un anno e mezzo fa il sogno ha inizio. Timor Est, Indonesia, Malesia, Borneo, Brunei, Thailandia, Laos, Birmania, India, Nepal, Cina. E ancora Kirghizistan e Uzbekistan e ora, visti permettendo, Turkmenistan, Iran, Turchia e Grecia . "Non sono riuscito a farla tutta via terra ma va bene così", dice.

Angelo viaggia con uno zaino in cui tiene due paia di pantaloni, 5 magliette, 3 obiettivi per la macchina fotografica e il computer. "Non accumulo troppe cose inutili. - spiega - Di media spendo meno di 15 euro al giorno, spesso solo 10". Durante gli spostamenti completa due guide al working holiday in Australia e Nuova Zelanda che ora, insieme al blog www.exploremore.it, gli danno quasi da mangiare. "Durante tutto il corso dell'anno- racconta - sono riuscito a scrivere regolarmente. E se ancora non posso dirmi completamente location independent, potrei mantenermi senza grossi problemi in buona parte del mondo orientale".

Riassumere quest'anno che ne vale mille di vita "normale" è impossibile. Anche perché senza limiti di tempo e con la curiosità che lo rende un viaggiatore vero, Angelo ha provato di tutto: dal giro in kayak in Laos durante il quale è quasi annegato, al circuito dell'Annapurna, un trekking di 18 giorni sull'Himalaya. Dal corso indiano di Vipassana con i suoi 10 giorni di silenzio e meditazione, alla cupping therapy cinese.

Come sempre, però, il segno più profondo l'hanno lasciato gli incontri. "Ho conosciuto un olandese che è arrivato in Australia in bicicletta, - dice - ho condiviso la camera d'ostello con un paio di spacciatori, mi sono trovato in un monastero con un monaco che si credeva la quinta reincarnazione di Buddha, sono andato a cena con un indiano che stava per ricevere una mazzetta per un contratto con le ferrovie e diventare milionario".

Ora per Angelo, che tra qualche mese tornerà in Italia, è tempo di bilanci. "Ci sono stati molti alti e bassi, ma sono contento delle mie scelte. In realtà l'unica cosa che ho capito da questo percorso paradossalmente è che non c'è bisogno di andare da nessuna parte per essere felici". "Riuscire ad abituarsi a guardare a tutto con occhi nuovi - spiega - permette di trovare stimolo anche nel giardino di casa proprio. Ho un po' paura a tornare alla mentalità italiana, ma comunque si evolvano le cose per me andrà bene, sono ottimista più di quanto lo ero prima ora che so che l'unica variabile sono io e che se qualcosa non va basta cambiarla". 

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