Italia che accoglie, Riace come il borgo fantasma è diventato paese modello di integrazione

Le foto di Gianfranco Ferraro raccontano l'esperienza del sindaco Lucano, tra i 40 leader più influenti secondo Fortune

  • Classe di inglese durante le lezioni nella scuola pubblica di Riace. © Gianfranco Ferraro Riace, Italia
  • Lezione di italiano in uno dei corsi di scuola pomeridiani organizzati dall’associazione “Città Futura”. © Gianfranco Ferraro Riace, Italia 2014
  • Il murales simbolo delle etnie presenti a Riace. © Gianfranco Ferraro
  • Foto di una delle prime famiglie migranti arrivate a Riace. Sullo sfondo Domenico Lucano al lavoro nell’ufficio dell’associazione “Città Futura”. © Gianfranco Ferraro
  • Il rientro da scuola di una famiglia eritrea presente a Riace. © Gianfranco Ferraro
  • Momento di protesta durante una partita di calcetto. Lei l’arbitro, lui il calciatore. © Gianfranco Ferraro
  • Bottega di articoli etnici aperta grazie ai progetti dell’associazione “Città Futura”. © Gianfranco Ferraro
  • Riace  © Gianfranco Ferraro
  • Samy, rifugiato politico eritreo, collaboratore della cooperativa di raccolta rifiuti “L’aquilone”. © Gianfranco Ferraro

(di Alessandra Magliaro) E' un caso italiano e internazionale già molto noto ed è tornato alla ribalta nei giorni del no di Goro all'accoglienza dei migranti: è il piccolo paese di Riace in Calabria rinato grazie ai profughi e alla perseveranza del sindaco Domenico Mimmo Lucano che nel corso di tre mandati ha accolto e inserito nel tessuto sociale di un borgo destinato a diventare fino a 15 anni fa un paese fantasma circa 6 mila richiedenti asilo da oltre 20 paesi, dando nuova vita al paese stesso e realizzando concretamente l'integrazione. La rivista americana "Fortune" ha inserito il sindaco al 40/mo posto della classifica dei 50 leader più influenti del mondo e all'estero Riace non è più il paese dove furono ritrovati intatti due meravigliosi bronzi di provenienza greca ma è un piccolo centro modello di accoglienza, inclisione sostenibile e funzionante

.

Nel 1998, con lo sbarco di duecento profughi dal Kurdistan a Riace Marina, l'associazione Città Futura (dedicata al parroco siciliano Don Giuseppe Puglisi, ucciso dalla mafia) ha deciso di aiutare i migranti appena sbarcati dando loro a disposizione le vecchie case abbandonate dai proprietari, ormai lontani dal paese. Da lì è cominciata la storia di Riace paese dell'integrazione: il sindaco Lucano ha orientato tutta l'amministrazione all'integrazione, dei rifugiati e degli immigrati irregolari aprendo scuole, finanziando micro attività, ma anche realizzando laboratori, bar, panetterie e perfino la raccolta differenziata porta a porta, garantita da due ragazzi extracomunitari e trasportata attraverso l’utilizzo di asini. I mediatori culturali fanno da ponte e una moneta speciale aiuta gli immigrati per le spese giornaliere in attesa dei fondi europei. 

D'estate a Riace si è creato persino un 'turismo' con cittadini europei in visita al piccolo comune calabrese 'modello'.

Al “Signor Sindaco e la Città futura” è dedicato il progetto di Gianfranco Ferraro, patrocinato dalla Fondazione Progetto Arca Onlus, che nasce per raccontare, con i tratti narrativi della favola, la recente storia di Riace, divenuta modello di convivenza e integrazione. Una selezione delle oltre 200 immagini del reportage è esposta a Gangcity, evento collaterale della 15. Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia organizzato da Università e Politecnico di Torino e focalizzato sul tema della resilienza urbana. Il progetto di Gianfranco Ferraro, curato dal critico fotografico Sandro Iovine, si articola in due parti: un video-racconto fotografico, con voce narrante di Gabriele Picciotto e musiche originali del gruppo calabrese Parafonè, nel quale prende corpo la favola per tutte le età e le tipologie di pubblico, e la mostra fotografica in 25 scatti

Guarda il video della 'favola' di Riace

''Ho voluto raccontare per immagini l’esperienza di Riace e di Domenico Lucano utilizzando uno stile narrativo differente da quelli circolati fino a questo momento – spiega Ferraro – perché di questi tempi è fondamentale che si raccontino modelli di accoglienza e inclusione funzionanti. Ho scelto di farne una favola per permettere la fruizione del lavoro anche ai più piccoli, ovvero coloro che saranno chiamati in un futuro prossimo a fronteggiare nuove sfide di integrazione, figlie di quanto sta accadendo oggi. A tal proposito, nel 2017 intendo portare la favola in video in tutte le scuole italiane che avranno interesse a condividere con i ragazzi il messaggio positivo rappresentato da Lucano e la sua Riace.''

Speciali ed Eventi vai alla rubrica >>
Press Release vai alla rubrica >>