Welcome to Italy, da profughi a cittadini. Una web serie racconta l'integrazione

Amir Issaa, 'che questa terra sia nuovo inizio'. Oltre 400 mila visualizzazione per storia radio Baobab su 2G

  • Welcome To Italy - AminNour
  • Il cast
  • Welcome To Italy - Emanuel Caserio
  • Amir Issaa ph Klizia
  • Benjamin Vasquez BarcellanoJr

(ANSA) - Amir Issaa, il rapper italo-egiziano, dai microfoni virtuali e metaforici di Radio Baobab lancia il suo saluto ai nuovi arrivati in Italia: “Benvenuti! Che questa terra sia per voi un nuovo inizio di speranza, democrazia e accoglienza. Tutti siamo fratelli.”.

Il saluto ha fatto centro: sono già 400.000 le visualizzazioni per InfoFilieraRoma.It: il progetto che ha lanciato la serie Welcome to Italy, che non è in questo caso lo slogan di Expo 2015, nè il claim di una catena di hotel all'avanguardia. E non è nemmeno una semplice web serie. “Welcome To Italy” è un fatto nuovo e una piccola rivoluzione. Così come al Baobab di via Cupa i gestori eritrei dell'ex centro di accoglienza comunale si stanno occupando - senza finanziamento pubblico – di assistere, con l'aiuto della cittadinanza, la folla di profughi approdata nel quartiere, otto comunità straniere fra le più rappresentate nella capitale, hanno sviluppato, negli adiacenti spazi del Centro Policulturale, strategie e prodotti originali e innovativi per l’informazione alla cittadinanza immigrata. I risultati dell’attività di accoglienza autogestita sono straordinari. Ma quelli del lavoro di comunicazione non sono da meno: più di 400.000 visualizzazioni, tra You Tube, social, siti e blog di riferimento.

E' questo il progetto all'interno del quale è stata realizzata la web serie, ora integralmente online, diretta da Terry Paternoster, scritta da un team di giovanissimi sceneggiatori e interpretata da sette giovani attori, chiamati ciascuno a raccontare la propria storia personale di discriminazione e integrazione.

InfoFilieraRoma.it è una proposta sviluppata in 9 lingue - arabo, bengalese, cinese, cingalese, filippino, Italiano, spagnolo, tigrino e ucraino. "Siamo cittadini provenienti da diversi continenti del mondo che vivono e lavorano a Roma." dichiarano i responsabili "Ci siamo riuniti attorno ad un progetto finanziato dal Ministero dell’Interno sul Fondo Europeo per l’Integrazione dei Cittadini dei Paesi Terzi con lo specifico obiettivo di creare informazione e forme di comunicazione e dialogo fra le comunità straniere e la realtà italiana. Per la prima volta siamo noi i protagonisti diretti questa esperienza".

Permesso di soggiorno, sanità e benessere psicologico, impresa e accesso ai finanziamenti, riqualificazione professionale, idoneità alloggiativa e ricongiungimento familiare, conto corrente, contributi e pensioni, tutela del lavoro, cittadinanza: sono questi i temi che attraversano le vite dei protagonisti di “Welcome to Italy”. Problemi concreti a cui le info-grafiche che affiancano lo streaming delle puntate sul sito www.infofilieraroma.it, danno risposte concrete. Per accompagnare gli individui nella loro trasformazione da immigrati isolati a cittadini integrati, in un processo che rispetti i valori culturali, politici, sociali e religiosi di arrivo e di appartenenza. 

La storia, raccontata con umorismo e poesia, racconta di un gruppo di ragazzi 'stranieri' che apre a Roma una radio indipendente, Radio Baobab. Protagonisti sette giovani attori: Emanuel Caserio è Giorgio (italiano), Irma Carolina Di Monte è Milagros (sudamericana), Maziar Firouzi è Bashir (iraniano), Daniele Monterosi è Assad (arabo), Amin Nour è Jamal (eritreo), Ania Rizzi Bogdan è Luba (ucraina), Benjamin Vasquez Barcellano jr è Jeffrey (filippino).

Non parliamo di immigrazione ma di integrazione.” - dichiara la regista - “Oggi i figli di genitori stranieri sono circa 400 mila, non si può far finta di nulla, fra una decina d’anni saranno circa un milione: sono le seconde generazioni di immigrati, anche loro nuovi italiani, un’armata che non dimentica le proprie origini ma che desidera crescere qui, con gli stessi doveri e gli stessi diritti di tutti. Abbiamo scelto le seconde generazioni come protagoniste del racconto con il fine di raccontare le dinamiche di integrazione reali, inserite in uno dei possibili scenari italiani: un centro culturale che sta per chiudere e Radio Baobab diventa metafora di libertà. Desideriamo dar voce a chi come noi cerca un terreno fertile, per piantare nuove radici, in una società multietnica e multiculturale. La storia che raccontiamo nasce proprio all'interno della nostra attuale residenza artistica, il Centro Policulturale di via Cupa” - continua Terry - “e deriva dall'esperienza diretta vissuta nei centri sociali e dalla voglia di raccontare a tutti cosa vuol dire gestire, con fantasia e con entusiasmo, uno spazio che poi, per varie ragioni, ti viene tolto. Un'esperienza che in Italia è condivisa da molti giovani in cerca di futuro”.

Sul progetto dei nostri protagonisti, infatti, incombe un serio pericolo: il posto dove sorge la loro Radio (in comodato d'uso comunale) è nel mirino di alcuni speculatori, che vorrebbero demolire tutto per costruire un bel parcheggio a pagamento. Nel frattempo, gli equilibri del gruppo vengono turbati anche dall’arrivo di un ragazzo italiano. Giorgio è stato arrestato in seguito ad una sassaiola contro lo stabile della radio, e un giudice illuminato ha deciso di commutare la sua pena in tre mesi di lavori sociali proprio all’interno di Radio Baobab. Insieme a lui, gli spettatori scopriranno il paradossale quotidiano di chi deve conquistarsi tutto, ma proprio tutto: persino il naturale diritto di essere considerati allo stesso livello degli altri.

Welcome to Italy segue le vicende personali dei giovani protagonisti, raccontando i loro amori e i loro conflitti, sempre avvitati attorno al destino della radio, che hanno deciso di difendere con le unghie e con i denti. Tra petizioni, provocazioni, minacce e atti mediatici, Radio Baobab cercherà di mantenere solide le sue radici, come il grande albero che la rappresenta, e per i 'nostri' ci sarà spazio per piccole ma significative vittorie, e mille riflessioni sull’identità che ciascuno si porta dentro: tutti con le proprie radici ma anche in cerca di terreno fertile per piantarne di nuove.

La produzione è stata curata da Etnos 2009, con la coproduzione di Daniel Zagghay e la produzione esecutiva di Donatella Altieri (anche co-sceneggiatrice) per Intergea, grazie allo studio dei tre partners di Infofilieraroma.it - Virtus Italia Onlus, Etnos 2009, Aduli - e al lavoro dei mediatori interculturali appartenenti alle otto differenti comunità straniere più presenti nell’area romana.

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