Povertà in Italia in crescita, tra minorenni 1 su 10 è in povertà assoluta. dati Istat 2015

  • Un bimbo chiede l'elemosina, foto di Giosuè Maniaci

Dai Dati Istat sulla povertà e, in particolare, sulla povertà minorile, emerge una situazione generale drammatica, che continua a peggiorare di anno in anno, in cui il 2015 si rivela peggiore del 2014. In Italia nel 2015 il numero di persone in povertà assoluta ha raggiunto i 4 milioni 598 mila (7,6% vs. 6,8%), il dato più alto dal 2005, aumentato gravemente in questi anni per bambini, giovani e adulti, mentre la situazione degli anziani è rimasta stabile. Peggiora la condizione delle famiglie con 2 figli minorenni (11,2% vs. 9%) e delle famiglie di soli stranieri, particolarmente al Nord (32,1% vs. 24%).

La povertà minorile

I minorenni in povertà relativa in Italia nel 2015 sono 2 milioni e 110 mila, tra loro cresce l’incidenza di povertà nella fascia di età 4-6 anni (22,6% vs. 15,9% nel 2014, soprattutto al Nord e al Centro). Riguardo le aree geografiche è allarmante che il Centro e il Nord tornino a crescere (rispettivamente 17,1% vs. 13,4% nel 2014 e 14,1% vs. 12,2% nel 2014), un aumento da imputarsi principalmente al territorio della Lombardia (15,5% vs. 9,6% nel 2014). E’ altresì motivo di seria preoccupazione che in tutte le regioni il dato di povertà infantile superi, anche considerevolmente, il dato regionale di totale popolazione.

Nel 2015 1 under 18 su 10 è in povertà assoluta, ovvero 1 milione 131mila minorenni (621 mila maschi e 510 mila femmine), il 10,9%, significa più del doppio del dato dieci anni fa (3,9% nel 2005).
Anche se complessivamente l’incidenza nel 2015 è rimasta stabile rispetto a 2014 e 2013, si registra un aggravio della condizione dei bambini nella fascia di età 4-6 anni (13,4% vs. 8,1% nel 2014).

“E’ un quadro preoccupante quello che si evidenzia nel 2015 – afferma Ivano Abbruzzi, Presidente Fondazione L’Albero della Vita onlus - i gruppi più colpiti sono le persone a cui spetta la creazione delle fondamenta della nostra società domani. Il piano triennale di lotta alla povertà nazionale deve essere ampliato, a partire dalla prossima Legge di Stabilità 2017, a tutte le famiglie in povertà assoluta con figli under 18, con un occhio di riguardo ai figli più piccoli. Il welfare locale deve inoltre essere aiutato a rafforzarsi con fondi e strumenti per mettere i servizi sociali nelle condizioni necessarie a svolgere una relazione di aiuto di qualità nell’incontro con le famiglie. Occorre altresì misurare da subito il reale apporto fornito alle famiglie aiutate al fine di innescare un movimento virtuoso di continuo miglioramento.”

Un elemento di seria preoccupazione secondo Fondazione L’Albero della Vita onlus, organizzazione italiana impegnata da 20 anni a difendere e promuovere i diritti, il benessere e lo sviluppo di bambini, ragazzi e famiglie che vivono condizioni di disagio e marginalità sociale. “La prima infanzia è il momento più importante dello sviluppo corporeo, emotivo, cognitivo e psicologico della persona e per questo deve essere seriamente tutelata: per i bambini in queste condizioni di povertà, aumenta il rischio di problemi di salute fisica e mentale, di ripercussioni sulla loro vita sociale e sul loro rendimento scolastico, si riducono le loro aspettative e le loro aspirazioni, l’accesso ai diritti fondamentali, la loro partecipazione sociale”, afferma Ivano Abbruzzi.

L’Albero della Vita dal 2010 è in prima linea per contrastare gli effetti della povertà sull’infanzia in Italia, in contesti di grave marginalità economica e sociale. Dal 2014 ha dato vita al programma «Varcare la Soglia» che propone un intervento integrato di contrasto alla povertà dei bambini, agendo sulle caratteristiche di fragilità del sistema familiare con un coinvolgimento attivo dell’intero nucleo. Il programma è attivo dal 2014 a Milano e Palermo e in crescita quest’anno a Genova, Roma e Catanzaro: nel 2015 ha dato un sostegno puntuale a 70 famiglie a Milano e 65 a Palermo, per un totale di 545 beneficiari, di cui 326 bambini. L’incontro con la famiglia è il cuore dell’intervento, che si traduce in modo pratico nell’accompagnamento alla scolarizzazione di base, alla formazione professionale e all’occupazione dei genitori, nel supporto allo sviluppo delle competenze genitoriali, nel rafforzamento delle competenze scolastiche e personali dei bambini.

 

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