Tempi limite, password e parental control, come si proteggono i figli dai rischi di internet

Tra tv e device, 7 h davanti gli schermi. Tutte le parole da bloccare nei filtri famiglia, divise per fasce d'età

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(di Agnese Ferrara)

   (ANSA) - I gadget elettronici, dallo smartphone al tablet e app relative, sono stati tra i regali preferiti per le feste. Gli italiani sono sempre più digitali a tutte le età e, in un anno, le connessioni internet da casa sono salite dal 60 al 64 %, secondo l’ultima indagine Istat sui cittadini e le nuove tecnologie. Hanno una connessione a banda larga il 62,7% (erano il 59% l’anno precedente) e le famiglia con almeno un minorenne sono le più attrezzate tecnologicamente: l’87,1% ha un personal computer, l’89% si connette in internet da casa.
I bambini italiani dai 3 ai 6 anni che usano il pc sono più della metà (54,7%) ma hanno spesso lo smartphone in mano anche i più piccoli, che ci giocano nel passeggino o al ristorante, mentre mamma e papà di godono la cena. Negli Stati Unti il 72% dei bambini di 8 anni usa il telefonino o il tablet, idem il 38% di chi di anni ne ha solo 2. I più piccoli usano i devices perfino meglio di noi e il cruccio dei genitori è come controllare il tempo che i figli spendono in internet e preservarli da brutti incontri o tranelli.
Secondo l’indagine “I divieti trasgrediti dai nostri figli” condotta da Anna Maria Giannini, ordinario di Psicologia dell’Università “Sapienza” di Roma, nell’anno 2014, il 49% dei maschi delle scuole medie dichiara di aver visto delle immagini con contenuti hard col telefonino o il tablet, mentre le ragazze sono il 15,8%. Lo fa l’81,9% dei ragazzi delle scuole superiori, a fronte del 30,7% delle ragazze. Più del 40% dei ragazzi italiani tra i 12 e i 17 anni invia o riceve attraverso Internet messaggi, immagini o video, con riferimenti sessuali espliciti e i genitori non lo sanno (rapporto Ipsos per il Safer Internet Day Study 2015). Il bullismo colpisce sempre più giovanissimi e specie le ragazze (il caso della dodicenne che si è gettata dal balcone di casa a Pordenone è il più recente).  Anche il cyberbullismo è in aumento, così come il gioco d’azzardo cresce online e diventa un fenomeno esteso ai giovanissimi.


Come regolarsi?

I nostri figli, globalmente, fra televisione, telefonini e tablet accumulano fino a 7 ore al giorno avanti agli schermi, ma il tempo limite suggerito dall’Accademia americana di Pediatria è invece di 2-3 ore al giorno complessive.
Dare dei limiti orari però non basta. Per prevenire che i piccoli finiscano in siti a contenuto pericoloso ci sono i ‘filtri famiglia’, appositi software che permettono di selezionare la navigazione secondo criteri prescelti e bloccare quelli con contenuti inappropriati. Funzionano per parola chiave. Ecco un elenco utile suddiviso per face d’età. L’elenco è aggiornato a gennaio ed è a cura di netnanny.com.

Filtri raccomandati (categorie parole in italiano/ inglese):

Bambini 3-7 anni di età:
da bloccare: aborto/abortion, alcol/alcohol, anime (contrazione anglosassone e giapponese di animēshon, che indica cartoon e film del genere manga giapponesi), incontri/dating, morte/death, sangue/gore, droghe/drugs, gioco d’azzardo/gambling, biancheria/lingerie, costumi da bagno/swimsuits, proxy (server per l’anonimato), mature /nudity, pornografia/pornography, profanity, salute sessuale/sexual health, suicidio/suicide, tabacco/tobacco, armi/weapons.

Adolescenti 8-12 anni

da bloccare: aborto/abortion, alcol/alcohol, morte/death, sangue/gore, droghe/drugs, gioco d’azzardo/gambling, maturo/mature, nudità/nudity, pornografia/pornography, oscenità/profanity, proxy (server per avere l’anonimato), suicidio/suicide, tabacco/tobacco, armi/weapons.

Da monitorare: anime, incontri/dating, biancheria/lingerie, costumi mare/swimsuits, salute sessuale/sexual health.

Adolescenti 13-17 anni:

Da bloccare: alcol/alcohol, droghe/drugs, gioco d’azzardo/gambling, nudo/nudity, pornografia/pornography, proxy (server per l’anonimato), tabacco/tobacco.

Da monitorare: aborto/abortion, morte/death, sangue/gore, salute sessuale/sexual health, suicidio/suicide, armi/weapons.

I colossi del mercato, da Apple ad Android, installano appositi sistemi di controllo per tutelare la navigazione sicura dei più piccoli. Si attivano seguendo un percorso apposito ma niente è sicuro davvero e sarebbe bene passare il proprio tempo in prossimità del proprio figlioletto che smanetta il tablet perso nei videogiochi. Certo, ci sono le password ma non sempre restano ignote agli occhi dei figli come pensiamo.

E’ rimbalzata recentemente sui principali giornali anglosassoni la notizia che, nella contea inglese West Sussex, un bambino di 7 anni, giocando ad un videogame sui dinosauri con il tablet del padre, ha fatto recapitare al genitore un conto complessivo di 3.900 sterline per 60 transazioni fatte in una sola settimana. Il padre era convinto che il ragazzino non conoscesse la password ma tant’è.

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