Giocare con la disabilità si può, ecco i parchi inclusivi in Italia

Altalene, scivoli e dondoli, giochi per tutti abbattono barriere architettoniche e culturali

  • Nidondolo a Tiggiano in Puglia
  • Disegni dei bimbi nel parco giochi  parco “Liberi tutti” di Lissone (MB)
  • Lo scivolo del parco “Liberi tutti” di Lissone (MB)
  • L'altalena del parco “Liberi tutti” di Lissone (MB)
  • Altalena per carrozzina.
  • Altalena culla
  • parco Fomentano a Milano

(di Alessandra Magliaro) Se non ti fermi a pensare, se non c'è un bimbetto disabile che magari ti passa davanti in un parco, impedito da barriere architettoniche e ti costringe ad aprire gli occhi, questo tema non lo affonteresti mai. Come giocano i bambini con disabilità? Come vanno su un'altalena o su uno scivolo? Il gioco è una dimensione primaria e necessaria per la crescita e a questo non può sfuggire nessuno anzi è sancito dal 1989 nella Convenzione Onu sui Diritti dell'Infanzia. Da qualche tempo si vedono dei parchetti 'modificati' , sono ancora una rarità in Italia e certo c'è da sperare che le amministrazioni locali ne creino sempre di più. Tra l'altro queste aree hanno una funzione molto importante anche per i genitori perchè favoriscono la socializzazione all'aperto insieme ai propri figli e ai loro amici. Mentre infatti si garantisce a tutti il diritto al gioco, si amplia la partecipazione alla vita di una comunità e al tempo stesso si incentiva la frequentazione dei parchi pubblici che sono spazi fondamentali. Le barriere in tema di disabilità sono fisiche, architettoniche, burocratiche, ma anche mentali ecco così che i parchi sono il luogo - esattamente come la scuola - di sfide culturali che si vincono con solo quando un parco viene inagurato ma tutti gli altri giorni in cui i genitori, i nonni, le tate portano i propri figli a giocare li, dove anche i bambini invisibili, i bambini diversi. Giocheranno come tutti gli altri, insieme a tutti gli altri.

Si chiamano tecnicamente 'parchi inclusivi',  luoghi in cui tutti i bimbi, a prescindere dalle loro abilità, possono giocare e divertirsi.  Innanzitutto arrivarci - e nel nostro Paese sappiamo cosa significa - con rampe di accesso, passamano, protezioni laterali, assolutamente privi di barriere architettoniche e poi giocare su attrezzi che contengono le carrozzine, altalene a forma di cesta, giochi sensoriali, percorsi tattili, sabbiere rialzate e così via. I giochi  - spiega Claudia Protti di Parchi per tutti (un blog su questa tematica con tante informazioni e indirizzi) - devono poter essere raggiungibili grazie a vialetti in materiale liscio e pianeggiante (no erba, terra, ghiaia, sabbia...). ''Purtroppo, proprio perché in questi ultimi anni si parla un po' di più di parchi inclusivi, è nata anche un pochino di confusione e persone che non hanno idea di cosa significhi "area giochi inclusiva" realizzano parchi ad esempio su prato... Poi proviamo a mandarci un bambino in carrozzina, magari dopo 2 giorni di pioggia che ha lasciato pozzanghere e creato buche e vediamo se riesce a raggiungere con facilità i giochi''.

All'inizio di ottobre è stato inaugurato in Puglia Il Bosco di tutti voluto dall’associazione di famiglie di bambini disabili D.A.I. Reagiamo onlus con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese e coordinato da Alberto Piccinni, in collaborazione con l’Amministrazione comunale. Lì i bambini con disabilità e normodotati potranno giocare insieme nel giardino del Castello di Tiggiano. Il bosco diventa così un parco inclusivo, perché i giochi sono pensati per tutti, appositamente studiati per favorire l’integrazione e il gioco congiunto. Ci sono l'altalena culla, quella per carrozzina e il Nidondolo, unico in Puglia. Grazie all’altalena culla, un gioco considerato prevalentemente solitario diventa una giostra interattiva, in cui è possibile giocare con i propri amici. L'altalena per carrozzina, invece, è un gioco grande e resistente che permette ai bambini di giocare e dondolarsi in un parco pubblico senza abbandonare la carrozzina ma facendola salire direttamente a bordo della struttura. Il Nidondolo, è un gioco adatto ai bambini con limitazioni fisiche, sensoriali o cognitive, pensato appositamente per favorire il gioco in gruppo e con i genitori, sostenendo la corretta crescita psicomotoria del bambino. Grazie alla combinazione dei movimenti rotatorio, oscillatorio e basculante permette ai bambini sia di ondeggiare delicatamente che di sperimentare il brivido della velocità garantendo comunque la sensazione di sicurezza data dalla forma di nido. Il Nidondolo è una giostra di gruppo, su cui possono salire oltre 25 bambini ed è adatto anche ad accogliere gli adulti

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Ecco alcuni altri esempi: c'è Tutti a bordo! a Rimini all’interno del parco Federico Fellini dove tra gli attrezzi ci sono altalene a sedile accessibile, altalene a nido, pannelli sensoriali, una mappa tattile, una struttura a barca e un originale scivolo a forma di serpente marino, dotato di rampa. Nel XIV Municipio di Roma a Torresina, da aprile funziona, aperto tutti i giorni grazie all'impegno gratuito dei volontari del locale Comitato di Quartiere un'area gioco, accessibile a tutti, con le sue altalene, le sue strutture e i suoi giochi a molla, fortemente voluta una mamma-architetto che ha firmato il progetto.  

Dal 2012 esiste Giochiamo Tutti al Parco Formentano, a Milano, con pannelli sensoriali, strutture accessibili, giochi di colori e percorsi tattili. Il blog green.me segnala tra le altre aree ludiche inclusive il parco “Liberi tutti” di Lissone (MB), quelle di Fontaniva e di Palù di Conselve, vicino Padova, e l’area giochi del Porto Antico di Genova, con le sue strutture dotate di rampe, le mappe tattili o le altalene a sedile accessibile.

Da tempo aspettano il loro parco giochi inclusivo le famiglie di Collesalvetti, Livorno,  sollecitato da cittadini e da associazioni come i Camminatori Folli  (già realizzatori di analogo progetto a Livorno, ndr), Reset Livorno  e l'organizzazione no-profit Radio Libra. Un incontro con il sindaco del comune, si spera decisivo per l'avvio dell'opera, è fissato l'11 aprile 2017.

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