Fabbriche e stazioni recuperate. Ecco 20 rinascite

Musei e poli interdisciplinari. Dagli esempi storici di Tate e d'Orsey al nuovo Progetto manifattura a Rovereto su green economy

  • Fabrik Hamburg
  • LX factory (Lisbona)
  • Millenaris cultural centre
  • Tate Modern ( Londra)
  • Santral Istanbul
  • Tate modern
  • Teatro india esterno (Roma)
  • Dolni Vitkovice (Repubblica Ceca)
  • Museo automobilistico ( Malaga)
  • Musee d'orsay
  • wunderland kalkar
  • Ex fadda
  • Officine grandi riparazioni (Torino)
  • Caixaforum (Madrid)

(di Francesca Pierleoni)

   (ANSA) Fabbriche recuperate, e poi stazioni ferroviari, centrali elettriche, luoghi di architettura industriale che spesso dopo lunghi periodi di abbandono hanno trovato nuova vita, trasformandosi in altro, diventando musei, poli espositivi, scuole, ali universitarie, ostelli, location per concerti e rappresentazioni teatrali, icone storiche.  
Fra i capisaldi, in Italia le Officine Grandi riparazioni di Torino antico centro su 200 mila mq di revisione delle carrozze ferroviarie, edificato tra il 1885 e il 1895, che dal 2008 è diventato teatro di mostre, eventi culturali (fra cui una parte delle celebrazioni di Italia 150) e di attività didattiche del Politecnico di Torino. La centrale termoelettrica di Bankside a Londra, finita di costruire nel 1963, chiusa nel 1981 è dal 2000 sede di uno dei più importanti musei britannici, la Tate Modern. Tra gli altri esempi british più conosciuti, i mulini Baltic a Gateshead, nati negli anni '30 e chiusi nel 1981, riconvertiti nel Baltic Centre for Contemporary Art.
A Torino il Lingotto, dal 1922 al 1982 uno dei principali stabilimenti della Fiat, che dopo la ristrutturazione curata da Renzo Piano, ospita fra gli altri, un centro esposizioni, un centro congressi e un auditorium, due hotel un centro servizi, un'area shopping, una pista di atterraggio per elicotteri, una pinacoteca, un corso di laurea e un dormitorio per gli studenti. La parigina stazione ferroviaria d'Orsay costruita per l'esposizione Universale del 1900, dopo aver corso il rischio di essere abbattuta negli anni '60, fu destinata nel '78 a diventare museo (oggi fra i più visitati in Francia, vista la straordinaria collezione di opere impressionistiche e post-impressionistiche), progetto realizzato dall'architetto italiano Gae Aulenti. Sempre nella Ville Lumiere, fra gli altri, la Halle aux Farines e l' edificio dei Grands Moulins sono diventati la nuova sede dell' università Paris Diderot; l' ex fabbrica della Sudac ospita l' Ecole d' Architecture Paris Val de Seine e Les Frigos, ex deposito frigorifero costruito dopo la guerra del 14-18 dalla Compagnia Ferroviaria di Parigi è oggi 'casa' di artisti e musicisti. Il famosissimo Chelsea Market a Manhattan, visitato ogni anno da 5 milioni di persone, è un complesso in mattoni rossi dove si trovano famosi negozi e ristoranti, oltre che sede di varie emittenti e etichette discografiche, e da poco anche di Google. Riadattato nel 1997, aveva ospitato fino al 1958 la National Biscuit Company (Nabisco), la fabbrica di biscotti dove sono nati gli Oreo e i Ritz. In modo simile al Meatpacking District di New York, l'imponente ex mattatoio di Shanghai, labirinto di cemento in stile art Deco del 1933 è diventato polifunzionale con uffici creativi, gallerie, teatri, boutique. Il Madc, Museum of Contemporary Art and Design (MADC) di San Josè in Costarica è stato creato in una vecchia distilleria..
Una gigantesca centrale elettrica berlinese (86mila mq) è diventata un centro di eventi artistici e musicali, che ospita anche uno dei club techno più famosi della città, il Tresor. Sempre in Germania, al confine con l'Olanda una ex centrale nucleare mai entrata in funzione è diventata il Wunderland Kalkar, parco di divertimenti con 40 attrazioni e 600.000 visitatori all’anno. Uno dei primi centri culturali tedeschi, 'Fabrik' ad Amburgo, è nato nel 1971 da una fabbrica di parti meccaniche. La fabbrica di munizioni di Karlsruhe, colosso di 312 metri è stato trasformato negli anni '90 in un centro per l'arte e la tecnologia dei media (ZKM). Il complesso industriale delle miniere Zeche Zollverein a Essen ai suoi tempi l'impianto di estrazione di carbon fossile più grande e moderno al mondo, è diventato sito del patrimonio Unesco, e ospita il Red Dot Design Museum, l'esposizione più grande al mondo dedicata al design moderno.
Il gasometro di Dolni Vitkovice, a Ostrava nella Repubblica Ceca, nel passato uno dei maggiori poli metallurgici e siderurgici d'Europa, è ora un centro studi e di eventi con un museo industriale e una sala filarmonica da 1200 posti. Nel 2000 a Budapest nella vecchia fonderia Ganz è stato aperto il Centro culturale Millenaris, che comprende un parco, un teatro, con mostre, concerti, rappresentazioni e un mercato d'arte, laboratori artistici e programmi speciali per i bambini. In Danimarca è un museo che unisce arte classica e contemporanea l'ex filanda danese Brandts Klædefabrik di Odense, inaugurata nella seconda metà del 19/o secolo.
La centrale elettrica Silahtaraga a Istanbul, costruita nel 1910 ha dato origine nel 2004 a Santraistanbul – uno spazio espositivo multitasking, che comprende il museo dell'energia e un museo d'arte contemporanea. A Madrid una ex fabbrica di birra in Calle de Amaniel è stata trasformata nel Museo ABC, dedicato al disegno e all'illustrazione contemporanei, mentre il Centro Sociale e Culturale dell’Opera Sociale “la Caixa”è nato nell'ex Central Eléctrica del Mediodia. A Malaga una fabbrica di tabacco del 1927 è dal 2010 un importante museo automobilistico. Un'area industriale di 23.000 mq a Lisbona in cui c'era la Companhia de Fiação e Tecidos Lisbonense (Compagnia di Filati e tessuti) una delle fabbriche portoghesi più grandi del 19/o secolo, dopo un lungo abbandono è stata rilevata nel 2008 per essere trasformata nella LX Factory, in cui si trovano, fra gli altri, laboratori creativi e di design,ristoranti librerie, locali notturni e caffè, negozi biologici, scuole di recitazione.
Tornando in Italia, il Museo Macro è stato realizzato nell'ex stabilimento della Peroni d'inizio '900 e in due padiglioni del complesso edilizio dell'ex Mattatoio di Testaccio (realizzato tra il 1888 e il 1891)che ospita, fra gli altri, anche lo spazio espositivo della Pelanda, la Città dell'altra economia, la Scuola di Musica Popolare e spazi della Facoltà di Architettura di Roma e dell'Accademia di belle arti. Sempre nella capitale ci sono agli altri, l’ex fabbrica di saponi e solventi Mira Lanza diventata il Teatro India e l'ex centrale elettrica Montemartini ora museo archeologico. Tra i tanti esempi italiani, ricordati da pagina99.it, a Milano l’ ex Ansaldo acquistata dal comune e diventata Oca (Officine creative Ansaldo), luogo di esposizioni live e spettacoli; gli ex Magazzini generali Falck a Sesto San Giovanni, che da tre anni sono diventati sede di Made in Mage, incubatore di moda e design sostenibile il Museo interattivo del cinema nato nell'ex Manifattura Tabacchi.

Nell'ex caserma dei Vigili del fuoco di Ferrara, costruita nel 1930 sta nascendo su 4000 mq, la factory creativa Spazio Grisù, A Rovereto si lavora a creare nell'ottocentesca fabbrica dei tabacchi il Progetto Manifattura un grande polo della green economy su 70.000 metri quadrati ristrutturati e per metà costruiti ex novo secondo i canoni della bioedilizia. L'ex Fadda, a San Vito dei Normanni (Brindisi), nato come stabilimento enologico “Dentice di Frasso a inizio '900, grazie a un progetto del Comune e la regione Puglia,è diventata luogo di spazi laboratorio (XF Lab), per eventi live, un teatro, un caffè, un centro ludico e un ristorante sociale.

 

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